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Il festival della politica

Start up e opportunità


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I relatori

Certo, c'è la crisi. Ma ci sono anche le occasioni per fare bene, se si hanno buone idee. Se ne è parlato al "Festival della Politica" a Villa Filippina.

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PALERMO- È il turno delle start up, al terzo giorno della seconda edizione del “Festival della Politica”, organizzato a Villa Filippina, a Palermo. Il dibattito, moderato dal giornalista Salvo Cataldo, ha visto come protagonisti Umberto La Commare, presidente del “Consorzio ARCA”, un incubatore di imprese che collabora con l’Università degli Studi di Palermo, Andrea Gumina, vicepresidente esecutivo della Fondazione “Sicilian Venture Philanthropy”, Vincenzo Tumminello, responsabile del Settore Pubblico e dei Rapporti con il Territorio per la Sicilia di Unicredit ed il responsabile di Startup Weekend, Francesco Passantino.

Umberto La Commare ha esposto il proprio punto di vista sulla situazione delle start up in Sicilia. “Legalità e conoscenza sono condizioni basilari per lo sviluppo delle imprese, ma per tradursi in sviluppo serve qualcosa in più, cioè un ritorno al pensiero imprenditoriale, soprattutto fra i giovani. C’è bisogno, nelle scuole e nelle università, di parlare di impresa ed imprenditorialità. Gli incubatori di impresa – ha proseguito La Commare – servono per dare una forma mentis ai giovani, aiutandoli a capire come muoversi in un campo come quello dell’imprenditoria che non conoscono, aumentando così le loro probabilità di successo e diminuendo il rischio d’impresa. Spesso, infatti, per un giovane che è solo, che ha un’idea ma non ha i mezzi tecnici per svilupparla in impresa, gli incubatori sono una soluzione perfetta, soprattutto perché lo aiutano a gestire le difficoltà finché l’impresa non è in grado di camminare da sola”.

Andrea Gumina ha voluto sottolineare il ruolo di soggetto di secondo livello della propria Venture Philantropy. “C’è bisogno – ha detto – di inculcare tra i giovani l’idea di intrapresa ed imprenditorialità, che negli ultimi trent’anni è totalmente venuta meno. Negli ultimi mesi, grazie anche agli incubatori, questo pensiero sta tornando a galla. Una cosa che in Sicilia manca, tranne forse nella provincia catanese, è quell’ecosistema che dia una spinta verso il mercato alle start up. Oggi, il problema fondamentale delle giovani imprese in Italia è che queste vengono tenute nella bambagia, cosa che fuori (soprattutto negli Stati Uniti) non accade, per cui queste start up si ritrovano a non saper affrontare direttamente il mercato, perdendo troppo spesso l’occasione di fare il salto di qualità”.

Vincenzo Tumminello: “Le banche stanno finalmente iniziando a capire che, se non riprendono in fretta il rapporto con il territorio e con le imprese, rischiano di perderci economicamente".

Francesco Passantino, che ha un rapporto con le start up nella loro fase embrionale, nell’organizzazione degli Startup Weekend, utili per far incontrare chi ha le idee e chi ha le capacità organizzative e di mercato per trasformarle in impresa, evidenzia il livello dell’Isola nel mondo delle imprese giovani: “Catania si trova ad un punto altissimo, nel mondo delle start up; ha un ecosistema nel settore in costante crescita e punta a diventare la Start Up City del Mediterraneo”.