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lo annuncia il presidente ars

Finanziaria a rilento
E' allarme stipendi


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Giovanni Ardizzone ha richiamato all'ordine i deputati di Sala d'Ercole 'impegnati' nell'ennesima bagarre sulla legge di stabilità regionale: "O approviamo la legge entro il 25 gennaio o gli stipendi dei regionali sono a rischio". E Bianchi sfida l'opposizione: "Non mi faccio dettare l'agenda, se la legge non vi piace votate contro".


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PALERMO - Al terzo giorno di discussione in aula, la manovra finanziaria è ancora in alto mare. Approvati finora soltanto undici articoli su 49, scatta l’allarme stipendi. Se la legge di stabilità regionale non verrà pubblicata nella gazzetta ufficiale della Regione, infatti, sarà a rischio il pagamento di tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni: regionali, forestali, precari, trasferimenti ai comuni. Solo per dirne alcuni.

Un’ipotesi lanciata dal presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, nel tentativo di fermare l’ennesima bagarre scoppiata a Sala d’Ercole sull’approvazione della legge che riduce i consorzi di bonifica. “Se non approviamo la legge entro il 25 gennaio - ha detto Ardizzone - gli stipendi saranno a rischio. Così non si può continuare – ha aggiunto il presidente Ars – : se è vero che fuori dal Palazzo non c'è gente che protesta, è anche vero che tutti i siciliani ci guardano”.

Stamattina qualcuno ha previsto che la manovra non sarà approvata prima di domenica. Dopo di ché servirà un giorno, agli uffici di Palazzo dei Normanni, per mettere insieme le carte e, a quel punto, trasmettere tutto al commissario dello Stato. Il prefetto Aronica avrà cinque giorni lavorativi di tempo per esaminare la legge, e bisogna anche tenere in considerazione l’eventualità che impugni qualche articolo. Allora bisognerebbe convocare un’altra seduta d’aula nella quale si dà disposizione al governo di promulgare la legge senza le parti impugnate.

Un iter che potrebbe far slittare la pubblicazione in gazzetta anche al 31 gennaio. E benché norme come le proroghe ai contratti dei precari siano retroattive, più tempo passa più i comuni restano in una situazione di incertezza: senza fondi e senza sapere se i dipendenti hanno un contratto oppure no. “L’opposizione fa l’opposizione – ha commentato Baldo Gucciardi, capogruppo del Partito democratico – e contesta le norme, oltre ai metodi con i quali alcuni articoli sono stati inseriti in finanziaria. Ma dobbiamo fare presto, soprattutto per venire in contro ai comuni e ai lavoratori precari”.

“Siamo in forte ritardo - ha aggiunto Marco Forzese (Drs) - , e lo spettacolo che stiamo dando in Aula, con continui 'stop and go', rischia di bloccare i pagamenti della pubblica amministrazione previsti a gennaio. C’è da chiedersi se atteso il clima politico non sarebbe stato meglio varare l’esercizio provvisorio per due mesi. Va rilevato che anche nella coalizione di Crocetta emergono distanze su diversi articoli della legge di stabilità. Serve un confronto serrato e faccio appello al presidente Crocetta affinché già nel corso del pomeriggio avvii una serie di incontri, non escludendo anche il leader dell’opposizione Musumeci, per giungere ad un varo rapido dei documenti contabili e finanziari”.

E in aula, intanto, l’assessore all’Economia Luca Bianchi ha replicato alla minoranza critica con la ‘sua’ manovra: “Non ci facciamo dettare l’agenda da nessuno – ha detto – , tanto meno dall’opposizione. Abbiamo delle urgenze, facciamo in fretta e ciascuno si prenda le proprie responsabilità: chi non è d’accordo con gli emendamenti, voti contro”.