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Università di Palermo

App di ricercatori palermitani
presentata al Mit di Boston


E’ ispirata al mito di Arianna e Teseo nel labirinto del Minotauro la app creata per i non vedenti da un gruppo di ricercatori dell’Università di Palermo. L’applicazione è stata presentata a Boston. Il rettore Roberto Lagalla: "un grande risultato".

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PALERMO. E’ ispirata al mito di Arianna e Teseo nel labirinto del Minotauro la app creata per i non vedenti da un gruppo di ricercatori dell’Università di Palermo. L’applicazione è stata presentata a Boston nell’ambito di una giornata organizzata dalla Fondazione Andrea Bocelli e dal MIT Massachusset Institute of Thecnology, alla presenza di scienziati di fama internazionale nella riabilitazione e nelle tecnologie di assistenza ai non vedenti. Protagonisti, neuroscienziati e scienziati delle tecnologie dell’informazione, al lavoro per comprendere le funzioni della visione e sviluppare soluzioni innovative per aumentare l’indipendenza dei non vedenti e migliorare il loro inserimento sociale. “Una conferma della capacità dell’Ateneo di fare ricerca ad alto livello – dice il rettore Roberto Lagalla – il mio plauso a questa équipe che ha unito la spinta all’innovazione con la vocazione internazionale, i due pilastri per mettere a frutto con successo le ricerche maturate nelle aule universitarie”.

L’evento è stato organizzato da Laura Giarré del dipartimento DEIM dell’Università di Palermo, che è anche coordinatore scientifico e membro dell'Advisory Board della Fondazione Andrea Bocelli. Accanto a lei, nel gruppo di lavoro, Pierluigi Gallo, Ilenia Tinnirello, Domenico Garlisi, Daniele Croce e Adriano Fagiolini. “I non vedenti vivono in un labirinto buio – spiega Pierluigi Gallo – e l’unico modo per uscire è creare una mappa virtuale dell’ambiente. Il sistema Arianna, acronimo di “pAth Recognition for Indoor Assisted NavigatioN with Augmented perception”, svolge proprio questo compito.

L’applicazione sfrutta la fotocamera dello smartphone per individuare un tracciato sul pavimento, mentre l’utente mantiene un dito sullo schermo. Quando la linea arriva a trovarsi sotto il dito, il dispositivo vibra. Muovendo lo smartphone, il non vedente può seguire la linea, nello stesso modo in cui userebbe un bastone. Lungo il percorso possono essere posizionati dei QR code che danno all’utente altre informazioni, come la presenza di bar, negozi o toilette”. Le app esistenti per la navigazione pedonale forniscono indicazioni audio sui percorsi, ma in alcuni casi l’ascolto è reso difficoltoso dai rumori esterni. Inoltre, il Gps non funziona all’interno degli edifici. L’app messa a punto dai ricercatori di Palermo risolve questo problema. Laura Giarrè è anche coordinatice del progetto “Challenge”, sostenuto dalla Fondazione Andrea Bocelli, che sta sviluppando il prototipo di un altro sistema innovativo che segnala ostacoli sul cammino, legge cartelli e riconosce gli amici. Si tratta di un dispositivo che, appeso al collo di un non vedente, riesce a migliorare sensibilmente l’autonomia di movimento dei non vedenti e le loro relazioni con l’esterno.