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Brancaccio piange Tania

Lunedì 10 Febbraio 2014 - 19:18
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Gaetana Priola, la ragazza morta per un ascesso, era di Brancaccio. Apparteneva a una famiglia dignitosa. Il racconto.

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PALERMO- Apparteneva a una famiglia disagiata, che però viveva con decoro la propria condizione, Gaetana Priola, conosciuta come Tania, la ragazza di 18 anni morta per le complicazioni di un ascesso dentario. Dalla tragedia affiora un contesto di povertà e di emarginazione nel quartiere di Brancaccio, dove padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia, era impegnato nel recupero dei ragazzi di strada. Gaetana era la seconda di quattro figli di una coppia separata: il padre, barista, era andato via un paio di anni fa. Nella casa di via Azolino Hazon erano rimasti la moglie, la sorella maggiore di Gaetana, il fratello e una bambina di quasi cinque anni.

Per sopravvivere e mantenere la famiglia la madre lavorava come donna delle pulizie. "E' stata sempre una madre presente, attenta, insomma una donna con gli attributi" dice Mariangela D'Aleo, responsabile delle attività del Centro Padre Nostro (nella foto) creato da don Puglisi per aiutare le famiglie in difficoltà. Al centro la giovane Gaetana aveva trovato, con il fratello Alessandro, un sostegno fondamentale. Era stata inserita in un corso di integrazione scolastica e aveva conseguito la licenza media. Ma poi, ricorda Mariangela D'Aleo, si era dedicata alla famiglia dopo l'allontanamento della sorella maggiore che ora vive con un compagno. Il fratello Alessandro continuava invece a frequentare il centro: anche per lui è cominciato un percorso di recupero scolastico, accompagnato dall'attività sportiva. "Purtroppo - aggiunge Mariangela D'Aleo - non abbiamo saputo nulla dei problemi sanitari di Gaetana. Ne siamo venuti a conoscenza solo quando è stata ricoverata all'ospedale Civico in condizioni disperate".



(Fonte ANSA)
Ultima modifica: 11 Febbraio ore 12:07



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