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la delibera del commissario la iacona

Bagheria, dichiarato il dissesto
a pochi giorni dal voto


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Il commissario La Iacona
BAGHERIA (PALERMO) - Il Comune di Bagheria è ufficialmente in dissesto finanziario. A decretarlo il commissario straordinario Michela La Iacona che, con una determinazione firmata alle 18.50 di ieri, ha dichiarato la bancarotta della Città delle Ville a pochi giorni dall’appuntamento con le urne per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Una decisione in parte attesa, giunta al termine di un iter durato quasi un anno e mezzo e che rischia di avere pesanti ripercussioni su una campagna elettorale giunta praticamente agli sgoccioli.

Una situazione come detto non nuova che ha contribuito all’approvazione lo scorso marzo della mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Vincenzo Lo Meo e che adesso comporterà tasse al massimo delle aliquote per cinque anni e attività istituzionali ridotte all’osso. Ma cosa ha portato il commissario La Iacona a dichiarare il dissesto, dopo peraltro i numerosissimi rilievi della Corte dei Conti? La difficoltà a pagare gli stipendi con continue anticipazioni di tesoreria, liquidazioni da 3,6 milioni, debiti fuori bilancio per 43 milioni, un debito ultramilionario nei confronti del Coinres, continue anticipazioni di cassa non rimborsate per 1,3 milioni, pignoramenti per un milione di euro.

Cosa succederà adesso? Il Comune sarà costretto ad aumentare le tasse al massimo per cinque anni, non potrà contrarre mutui, dovrà tagliare i precari e dichiarare eventuali esuberi tra il personale (massimo un dipendente ogni 144 abitanti), aumentare le tariffe per i servizi a domanda individuale, tagliare tutto il tagliabile. Una commissione di tre alti magistrati in pensione affiancherà sindaco e consiglio comunale nel processo di risanamento dell’ente. Toccherà alla Corte dei Conti individuare eventuali responsabili tra gli amministratori comunali, per cui scatterebbero le dovute conseguenze tra cui l’incandidabilità.

Insomma, un bollettino di guerra che adesso si proverà a risanare nell’arco massimo di cinque anni e in condizioni non certo facili. Non proprio il miglior benvenuto per il prossimo sindaco chiamato a far risorgere Bagheria dalle ceneri del dissesto.

LE REAZIONI
"Cogliamo con profondo dolore la dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Bagheria. In un momento così delicato e ad una settimana dalle elezioni sentiamo il dovere di far sentire la nostra presenza ai tutti i cittadini". Lo dice in una nota la coalizione a sostegno del candidato sindaco Antonino Costa. "Il fallimento del Comune segna una serie di effetti a catena, sia sul piano economico-finanziario che sociale dovuto all'aumento della pressione fiscale per 5 anni - si legge nella nota - ciò segna il fallimento dell'intera classe politica che ha amministrato in questi anni e che ha creduto per mesi di poter nascondere il fuoco sotto la cenere. Nella figura di Antonino Costa, ex-funzionario di Stato ed estraneo alla politica, riconosciamo l'alternativa valida, poiché ha le competenze e nel suo percorso professionale si è distinto per grande senso di responsabilità e capacità gestionale. Lasciamo agli organi giudiziari preposti l'accertamento delle responsabilità giuridiche. Per quanto sarà nelle disponibilità del Sindaco, qualora sia Costa, si cercherà di assicurare condizioni sostenibili in rispetto soprattutto delle fasce deboli. Ove eletto, Antonino Costa garantirà il massimo rigore nell’accertamento dei fatti e delle responsabilità e saprà tutelare i diritti di tutti noi bagheresi. Inoltre, conoscendo la sua determinazione e le sue capacità, siamo sicuri che, con il sostegno di tutti noi, saprà trasformare uno dei momenti più bui di Bagheria in una formidabile occasione di recupero dell’efficienza dell’intero apparato comunale e di rilancio della qualità della vita in città. Siamo certi che lavoreremo in maniera proficua per restituire un presente a tutti i cittadini bagheresi".

"La dichiarazione di dissesto imporrà alla futura amministrazione scelte tanto più coraggiose quanto più grave sarà la condizione della città - dice in una nota il segretario Pd Orazio Amenta - non è più il tempo di speculare su quanto accaduto: occorre reagire da comunità, che abbia l'unico e arduo scopo di trasformare la crisi in occasione di rilancio, di buona amministrazione, di capacità progettuale. Il dissesto avrà conseguenze pesanti per la città ed è triste assistere a chi vuole usarlo per costruire misere ed effimere fortune elettorali. Bisogna avere l'autorevolezza di porsi al servizio della città, con umiltà, in silenzio e con efficacia e di indicare la via di uscita dal tunnel. Certo occorre riflettere sulle occasioni perse dalla precedente amministrazione - che poco ha fatto per dare concretezza e sostanza alle buone intenzioni di risanamento dell'ente - e su chi si è opposto pregiudizialmente, nel corso degli ultimi tre anni, al percorso di riequilibrio, proposto dal Partito Democratico, che avrebbe evitato il fallimento del comune e che rappresenta una grande occasione persa per la città".