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Il viadotto 'Petrulla'

Giù un viadotto tra Ravanusa e Licata
L'Anas: "Rottura delle travi"


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Il viadotto Lauricella crollato (foto Andrea Cassisi)

Il crollo, lungo la statale 626, è avvenuto per cause ancora in fase di accertamento. Due auto sono precipitate nel vuoto: i feriti non sono gravi. Altre vetture sono state coinvolte in incidenti a catena. Il ministro Lupi: "Accertare tutte le responsabilità". La procura di Agrigento apre un'inchiesta. AggiornamentiLa foto del viadotto crollato (di Andrea Cassisi)

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RAVANUSA (AGRIGENTO) - Poteva essere una strage e solo per caso non lo è stata. Un viadotto fra Ravanusa e Licata, lungo la statale 626, è crollato stamane per cause ancora in fase di accertamento. Due auto sono precipitate di sotto; altre vetture sono state coinvolte in incidenti a catena, nel tentativo di arrestare la marcia. Sul posto stanno operando carabinieri, polizia e vigili del fuoco. I feriti non sono gravi.  (Il crollo nella foto di Andrea Cassisi). La Procura di Agrigento ha aperto un'inchiesta sul crollo del viadotto. L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Carlo Cinque, mira ad accertare le cause del cedimento di una delle campate del ponte.


In una nota l'Anas precisa che a crollare è stata una campata del viadotto "Petrulla". La strada è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni. Il traffico è deviato sulla viabilità locale con indicazioni in loco. L'Anas ha nominato una commissione tecnica, presieduta dal docente universitario Mario Paolo Petrangeli, esperto in ponti, che si è messa subito al lavoro e nelle prossime ore si recherà in contrada Petrulla.

Il ponte, risalente alla fine degli anni Settanta, è lungo 492 metri ed è costituito da 12 campate. Dai primi accertamenti effettuati dai tecnici dell'Anas, intervenuti sul posto, la causa del crollo sembrerebbe imputabile ad una rottura delle travi in cemento armato precompresso che sostenevano l'impalcato. "Rottura avvenuta - rendono noto dall'Anas - senza che si fossero manifestate deformazioni evidenti e tali da preannunciare l'imminente crollo. Nessun segnale di possibile cedimento, peraltro, era emerso neppure nei recenti interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria che hanno interessato il viadotto negli anni scorsi, con l'adeguamento delle barriere di sicurezza e, ancor più di recente, con la sostituzione dei giunti di dilatazione". La commissione tecnica dovrà verificare gli interventi necessari da effettuare per ripristinare in tempi rapidi la viabilità e a prevenire problemi sulle altre campate del viadotto. Nel frattempo l'Anas, assieme alla Polizia Stradale, ha individuato un percorso alternativo, con deviazione sulla statale 115 e proseguimento sulle statali 576, 410 dir, 123 fino all'incrocio con la statale 644.

Intanto, il traffico sulla strada statale 623 è stato bloccato: le macchine vengono deviate a Campobello di Licata. Gli agenti della polizia stanno cercando una via alternativa per raggiungere la zona del ponte crollato ma sembra che l'unica via accessibile sia attraverso un bosco. Alcuni abitanti della zona hanno affermato che questo inverno nella zona interessata dal crollo c'era già stata una frana, da tempo quindi si sapeva che ci sarebbero potute essere ulteriori conseguenze e non sono stati presi i giusti accorgimenti.

Lupi: "Chiarire tutte le responsabilità"
"Anas ha immediatamente istituito una commissione di inchiesta sul crollo di una parte del viadotto della Statale 626 in provincia di Agrigento.
Si tratta di una costruzione relativamente giovane, l'apertura al traffico è avvenuta nel 1984, vanno appurate tutte le responsabilità". Lo annuncia il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, ricordando che ad Anas per la manutenzione straordinaria di ponti, viadotti e gallerie sono stati assegnati 650 milioni e che i primi 100 interventi sono già stati appaltati. Dopo questi fatti - si legge in una nota - non possiamo limitarci a intervenire. La prevenzione è il nostro principale dovere. Ad Anas - ricorda Lupi - proprio per la manutenzione straordinaria di ponti, viadotti e gallerie, sono stati assegnati 650 milioni di euro (300 con il Decreto del fare dello scorso anno e 350 con la legge di stabilità del 2014). I 100 interventi relativi al primo stanziamento sono già stati tutti appaltati. Appaltate anche l'80% delle opere del secondo stanziamento. Stiamo accelerando al massimo per la consegna dei lavori".

Aggiornamento sui feriti
I feriti sono quattro. Tre sono stati trasportati al pronto soccorso di Licata. Uno è  ricoverato al Sant'Elia di Caltanissetta. Le loro condizioni non sono gravi. L'uomo ricoverato a Caltanissetta ha riportato un trauma toracico ed è arrivato vigile e cosciente in ospedale. Al San Giacomo d'Altopasso di Licata sono arrivate invece due donne di 33 e 29 anni. I sanitari hanno dichiarato una prognosi di 8 giorni per entrambe. Hanno riportato ferite e contusioni in tutto il corpo. Tra i feriti anche un bambino di dieci anni. Per lui, fortunatamente, solo tanta paura e qualche lieve ferita.

 

Alfano: "Interventi immediati"
"Ho già contattato il capo della Protezione civile nazionale e il corpo nazionale dei vigili del fuoco, per poter intervenire immediatamente sull'importante arteria stradale". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che oggi si trova ad Agrigento per partecipare - in Prefettura - ad un vertice su immigrazione ed emergenza furti dei cavi di rame. Il ministro è intervenuto sul cedimento del viadotto sulla strada statale 626 Licata-Ravanusa. Il 2 febbraio dello scorso anno, lungo la statale 115 che collega Agrigento con Sciacca, in territorio di Ribera, crollò una porzione del viadotto Verdura. Il ponte, allora, si squarciò a metà. Un anno fa, non si registrarono feriti solo perché qualche ora prima qualche automobilista aveva segnalato un avvallamento e il ponte, in via precauzionale, era stato chiuso al traffico dalla polizia stradale.

Alfano ha contattato il presidente e amministratore delegato dell'Anas, Pietro Ciucci, per un intervento immediato volto al ripristino di quella parte del viadotto. "Occorre intervenire prima possibile - afferma Alfano - non trascurando un'indagine specifica sulle cause del crollo, perché questo viadotto costituisce la più veloce via di fuga per gli abitanti di molti comuni a forte rischio sismico".

Gibiino: "A rischio la sicurezza dei siciliani"
"La Sicilia è povera d'infrastrutture, quelle presenti sono vetuste, prive di manutenzione, la sicurezza dei siciliani è a rischio". Lo dice il senatore Vincenzo Gibiino, coordinatore di Forza Italia in Sicilia. "Il crollo del viadotto 626, è solo l'ultimo di una lunga serie di cedimenti - aggiunge - che hanno interessato negli ultimi anni non solo le strutture viarie ma anche quelle ferroviarie dell'isola, mi riferisco ad esempio al cedimento del viadotto Caltagirone-Gela nel maggio 2011". "Bisogna agire subito, per evitare che la gente muoia a causa dell'immobilismo delle istituzioni legate alle catene delle burocrazia - auspica - Serve subito un piano di emergenza, una seria programmazione d'investimenti mirati alla manutenzione delle infrastrutture esistenti. Possiamo sfruttare i residui dei fondi Europei 2007-2013 e per tempo concertare un progetto di spesa per quelli riferiti agli 2014-2020. - conclude - Non è possibile attendere oltre, il governo regionale si attivi subito. Matteo Renzi, dal canto suo, rivolga la sguardo verso il Mezzogiorno per troppo tempo dimenticato".