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Il retroscena

Tutto parte dall'esposto di Gullo
"Sospensione per Cannova"


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, Cronaca
Gaetano Gullo

La vicenda che ha portato agli arresti di stamattina è quella finita al centro dello scontro fra Nicolò Marino e Mariella Lo Bello. Il dirigente del Territorio: "Da lunedì il funzionario non sarà più in servizio"

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PALERMO – Mentre è in corso la conferenza stampa sugli arresti, Gaetano Gullo aspetta notizie. “Ma chi è, Cannova?”. Sì, è Gianfranco Cannova il funzionario arrestato stamattina dalla polizia nell'ambito dell'inchiesta su rifiuti e mazzette. Non indica un nome a caso, Gullo: era stato proprio il dirigente dell'assessorato al Territorio a segnalare alla Procura una strana vicenda che aveva appreso alla fine del 2013, una storia di presunte mazzette legate alle autorizzazioni per le discariche. Adesso, per Cannova scatta la sospensione, un provvedimento immediato: “Da lunedì – spiega Gullo – il funzionario arrestato non sarà in servizio per tutta la durata delle esigenze cautelari”.

La vicenda che ha portato al blitz di stamattina era esplosa a marzo. E si era trasformata in uno scontro politico fra l'allora assessore all'Energia Nicolò Marino e la titolare del Territorio Mariella Lo Bello: oggetto del contendere, l'autorizzazione per una discarica pubblica bloccata da una lettera che lo stesso Gullo aveva firmato “senza leggerla fino in fondo”, come spiegò il dirigente a LiveSicilia. “Quella lettera – dice Gullo – era stata materialmente predisposta da Cannova”. È così che si accesero i riflettori sul funzionario: Cannova fu trasferito al servizio Parchi, e intanto Gullo e Lo Bello raccontarono ai magistrati la storia appresa pochi giorni dopo la lettera. Il funzionario arrestato oggi ha gestito le autorizzazioni ambientali per la discarica di Mazzarrà Sant'Andrea e - secondo la tesi, tutta da dimostrare, raccontata da Gullo ai magistrati - poi avrebbe acquistato un'auto in Lombardia da un'azienda riconducibile a un altro degli indagati.

Sospensione immediata, dunque. Ma non solo. “In questi casi – prosegue Gullo – si avvia un procedimento disciplinare che potrebbe portare al licenziamento. Quando ci sono profili di carattere penale la conclusione del procedimento è però successiva all'eventuale condanna. Insomma: prima si deve concludere l'eventuale processo e poi la commissione di disciplina prenderà una decisione”.