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IL CASO

Centro massaggi a luci rosse
Licenziata la vigilessa scandalo


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L'ex vigilessa Anna Teresi

Anna Teresi è ormai un ex agente della polizia municipale di Palermo. Farà ricorso al giudice del lavoro.

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PALERMO - Anna Teresi è ormai un ex agente della polizia municipale di Palermo. Era stata sospesa a gennaio quando finì coinvolta in un blitz anti prostituzione. Ora non potrà più rientrare in servizio. A meno che non dovesse essere accolto l'inevitabile ricorso che presenterà al giudice del lavoro.

L'amministrazione comunale le ha spedito a casa il provvedimento di licenziamento. Si tratta di una determina dirigenziale del settore Risorse umane. "Recesso per giusta causa senza preavviso”.

Politici, medici e imprenditori, ma anche studenti e militari sarebbero stati clienti abituali del centro massaggi scoperto in via Petrarca. Non erano massaggi relax, ma prestazioni sessuali a pagamento. E scattò il blitz della Squadra mobile. La vigilessa fu una delle otto persone raggiunte da una misura cautelare. L'accusa è di avere reclutato le ragazze che poi vendevano il proprio corpo.

Ragazze diventate prostitute per scelta, ma il più delle volte per necessità. Pronte a tutto per guadagnare soldi facili o per arrivare a fine mese. Una volta cadute le esigenze cautelari e visto il ravvedimento della Teresi, su istanza dell'avvocato Gioacchino Genchi, le erano stati prima concessi i domiciliari e poi era tornata in libertà.

Nel corso dell'interrogatorio ammise le proprie colpe e disse di avere compreso gli errori commessi. Perché di errori si sarebbe trattato. I tanto pubblicizzati massaggi erano “una prestazione sensuale effettuata con il corpo che poi poteva avere un finale spinto”. Mai, però, disse ai magistrati, la Teresi aveva preso in cosniderazione che potesse trattarsi di sfruttamento della prostituzione. La vicenda penale è ancora in corso. Ed è una “vicenda per la quale - dice il legale - già solo una lettura attenta delle intercettazioni avrebbe consentito di evitare la misura cautelare”.

Quasi certamente, una volta chiuse le indagini, la Teresi sceglierà di patteggiare. Nell'attesa, la donna aveva chiesto di rientrare in servizio. Ed era arrivato il primo no. A Ferragosto il collegio disciplinare ha stabilito che la vigilessa non merita di indossare più la divisa. Non le resta che appellarsi al giudice del lavoro.