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Crocetta ne manda a casa duemila
Ma dov'è finito il governatore?


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Il presidente che ieri insieme alla sua maggioranza è stato battuto all'Ars sul mutuo, annuncia una conferenza stampa per lanciare il nuovo "Garanzia giovani", ma non si presenta. E dal governo arriva la notizia: gli "ex sportellisti" dovranno presto cercarsi un nuovo lavoro. L'assessore Caruso: "Non abbandoneremo queste persone". Martedì incontro con i sindacati.

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PALERMO - Crocetta non c'è. E quell'assenza suona un po' come una sentenza. Tra pochi giorni, i circa duemila lavoratori degli “sportelli multifunzionali” dovranno cercarsi un nuovo lavoro. Nonostante le rassicurazioni del governo che li aveva “strappati” agli enti di Formazione: “State tranquilli, a voi penseremo noi”. E adesso li mette sul marciapiede. Ne ha dato implicitamente notizia oggi l'assessore regionale al Lavoro, Bruno Caruso accompagnato dalla dirigente generale Anna Rosa Corsello per dare conto del poderoso progetto di “Garanzia giovani”. Un progetto, per intenderci, nel quale la Sicilia arriva per ultima, tra tutte le Regioni siciliane (e in questo caso le schizofreniche rotazioni del personale di Crocetta non c'entrano nulla, visto che, tranne brevi parentesi, a capo del dipartimento lavoro è stata per anni proprio la Corsello). Un ritardo che adesso costringerà la Regione a correre: bisognerà spendere 178 milioni di euro “entro il prossimo 31 dicembre”. L'assessore Caruso scandisce quel termine quasi con un sorriso autoironico, per poi poggiarsi sull'ottimismo, “non come quello del premier Renzi, che a volte, - dice – pur rappresentando l'aspetto più bello della sua comunicazione, appare un po' esagerato. Ce la faremo, insomma.Sono convinto che ce la faremo”.

Ma intanto, il governatore non c'è. Nonostante sia stato proprio lui, con un comunicato stampa personale (non ha addetti stampa, pare), a convocare i giornalisti per la conferenza stampa sulla Garanzia giovani. Doveva essere un “gran ritorno” dopo una lunga e assolutamente inusuale parentesi da silenzio (conferenza) stampa. Crocetta non c'è. E, forse, più che il Quirinale potè il Palazzo dei Normanni. La sua maggioranza, ieri, si è squagliata clamorosamente, costringendo il disegno di legge sul mutuo a tornare frettolosamente in commissione bilancio. Si è squagliata, la maggioranza di Crocetta. E se Roma c'entra qualcosa, nulla ha a che vedere col Quirinale. Semmai, con i diktat del governo Renzi che obbligherebbero il governatore a una Finanziaria tutta tagli. A cominciare dalle società partecipate: l'assessore spinge per chiudere tutte quelle in perdita. I partiti sono spaventati dalle ripercussioni che questa decisione possa avere nei confronti del personale. E guarda caso, i rappresentanti di quei partiti, alla prima occasione, hanno tagliato la corda, ieri sera. Consentendo alle opposizioni di “battere” il governo e di stoppare il mutuo da 1,7 miliardi che Baccei aveva considerato pre-condizione a qualsiasi manovra finanziaria, e che era attesissimo da Palazzo Chigi come “segno di una svolta virtuosa della Sicilia”. Una svolta che avrebbe dovuto accompagnare, finalmente con un minimo di autorevolezza, la Regione ai tavoli dei rapporti con lo Stato centrale. Mosse utili a evitare, insomma, la quasi inevitabile “macelleria sociale”.

Che è già in corso. Nonostante le rassicurazioni dipanate dal presidente lungo il percorso di questi due anni. I circa duemila addetti degli sportelli multifunzionali erano assunti a tempo indeterminato dagli enti di formazione. Crocetta decise di togliere quelle funzioni agli enti: “Ci penseremo noi”. Puntando sul piccolo Ciapi di Priolo. Un disastro fin dall'inizio, visto che questi lavoratori hanno dovuto aspettare mesi per agguantare, ed è storia recente, un mini-contratto di tre mesi. In attesa di un nuovo progetto che avrebbe dovuto garantire loro un futuro.

Ma il progetto non c'è. Perché di Garanzia giovani si occuperanno altri. I Centri per l'impiego, certo. Ma non solo. Il governo oggi, infatti, ha ufficializzato l'apertura al sistema “misto” dell'orientamento al lavoro. Quello che coinvolgerà anche “i privati – spiega Caruso – che dovranno accreditarsi con la Regione”. E gli sportellisti? Nel progetto del governo non c'è alcun obbligo, per i privati, di assumere quei lavoratori che da anni si occupano esattamente di quelle attività. “Non possiamo certamente – spiega Caruso – sindacare sulle scelte che i privati faranno per il proprio organico. Sceglieranno ovviamente secondo logiche proprie, quelle del mercato. Noi al massimo potremo proporre un incentivo economico alle Agenzie che li assumeranno”. Agenzie che in linea teorica, insomma, potranno anche scegliere di non assumere nessuno dei circa duemila lavoratori. E comunque, anche quando qualcuno di loro dovesse trovare una ricollocazione, dovrà attraversare un periodo senza alcuna retribuzione. Tra un mese e mezzo circa scade infatti il contratto trimestrale della Garanzia giovani. "Quale alternativa abbiamo? - chiede Caruso - quello di continuare a far pesare questi stipendi sul bilancio regionale? Se lo Stato vuole intervenire e ci mette a disposizione le somme, noi li assumiamo anche a vita. Ma intanto dobbiamo provare a svuotare questo bacino, anche tramite i prepensionamenti. Dobbiamo uscire dalla maledizione del precariato".

Ma ormai siamo persino al "precariato del precariato". Visto che, mentre sarà già scaduto il contratto trimestrale degli sportellisti, il governo dovrà specificare le norme per l'accreditamento degli enti, verificare i requisiti di chi ha chiesto di entrare nel sistema, e poi dare il via al sistema stesso. Potrebbero passare, nell'ipotesi più ottimistica, mesi. E l'unica speranza offerta a questi lavoratori appare come l'ennesimo “sfottò”: gli enti di Formazione dai quali quei lavoratori sono stati cacciati per volere del governatore (“A voi pensiamo noi”) potranno chiedere l'accreditamento. Ed eventualmente “riprendersi” i lavoratori. Come dire che per fare la rivoluzione bisogna innestare la “marcia indietro”. Non faremo macelleria sociale, aveva assicurato Crocetta. E mentre duemila persone vengono sbattute sul marciapiede, il presidente non c'è.

La precisazione dell'assessore al Lavoro Bruno Caruso.

"Le politiche attive che noi stiamo mettendo in campo hanno proprio l'obiettivo di favorire l'occupabilità. Nel caso dei cosiddetti 'ex sportellisti', voglio precisare che il governo non li abbandonerà. Non a caso abbiamo previsto un bonus per incentivare le assunzioni dei privati. Ritengo che questo strumento consentirà il riassorbimento di buona parte di quei lavoratori. Per gli altri, si opererà attraverso pre-pensionamenti che il governo centrale dovrà concederci. Nessuna macelleria sociale, quindi. Ma nessuna propaganda. Stiamo lavorando sodo, in un momento difficile, per risolvere la situazione".

Poi l'assessore ha aggiunto: "Stiamo creando le condizioni affinché i lavoratori attualmente impegnati con il Piano garanzia Giovani possano avere assicurato un impiego anche alla scadenza del progetto attuale. Nessun ‘disimpegno’, dunque, ma al contrario il massimo impegno da parte del governo e dell’assessorato per il loro futuro lavorativo. Proprio per questo abbiamo già invitato le rappresentanze sindacali ad un incontro, che si terrà martedì prossimo. In questo momento bisogna evitare tensioni sociali e allarmismi, e fare in modo che tutte le parti coinvolte possano contribuire a raggiungere l’obiettivo comune”.