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Bufera sulla sanità siciliana

Il ministro Lorenzin:
"Ipotesi commissariamento"


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Catania, lorenzin
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin

Il ministro (nella foto): ''Attendo il documento degli ispettori per decidere e valutare se i livelli di assistenza siano correttamente erogati dalla Regione o se ricorrano elementi per un nuovo commissariamento''. Stoccata a Crocetta: "Gli accreditamenti competono alla Regione".

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ROMA - ''Attendo il documento finale degli ispettori per assumere le decisioni e iniziative che competono al ministero e valutare se i livelli essenziali di assistenza siano correttamente erogati dalla Regione o se ricorrano elementi per un nuovo commissariamento''. Lo afferma il ministro Lorenzin, dopo il caso della neonata morta a Catania. L'ipotesi di commissariamento, spiega il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in una nota, sarebbe relativa agli ''aspetti di organizzazione e l'appropriatezza per garantire la sicurezza dei pazienti''.

Lunedì mattina, a Catania, si riunirà la task force che il ministro ha inviato in Sicilia per chiarire tutti gli aspetti della morte della piccola Nicole. Lo rende noto il ministero. A Catania, in un vertice che si terrà nella sede del Nas, carabinieri e ispettori del ministero confronteranno i primi dati raccolti. Il ministro, dopo la richiesta dell'assessore regionale siciliano Lucia Borsellino, ha disposto che alla riunione possano partecipare anche i funzionari della Regione Siciliana.

STOCCATA A CROCETTA
''Il governatore Crocetta stia sicuro che, come sempre, chi ha responsabilità oggettive dovrà renderne conto'' e ''vorrei ricordare al presidente della Sicilia che gli accreditamenti di cui lui parla competono esclusivamente all' Amministrazione che lui presiede. Su questo, con mio rammarico, il ministero della salute non ha alcun potere esclusivo di intervento''. Così il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, risponde alle affermazioni di Crocetta in merito al caso delle neonata morta a Catania. ''Ricordo che l'Accordo che identifica i requisiti e gli standard che i Punti nascita devono possedere per garantire qualità e sicurezza del percorso nascita, definisce che tutte le strutture, sia pubbliche che private accreditate che effettuano più di 1000 parti/anno - rileva Lorenzin in una nota - devono prevedere una Unità di Terapia Intensiva Neonatale, con posti letto pari a: intensiva 1/750 nati e sub intensiva 2 posti letto per ogni letto di terapia intensiva, mentre le strutture di I livello, cioè quelle che effettuano meno di 1000 parti l'anno, sia pubbliche che private accreditate, devono possedere una Unità di pediatria/neonatologia, con la presenza di tutti i requisiti contemplati nell'Accordo e deve essere prevista una rete, sia per il trasposto assistito materno (STAM) che neonatale d'urgenza (STEN), garantendo in tal modo l'integrazione funzionale tra i Punti nascita di I e II livello''. E' il caso di precisare inoltre che anche l'Intesa tra il Governo e le Regioni sul Regolamento 'Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera', conclude il ministro, ''riprende quanto stabilito nell'Accordo citato e siglato il 16 Dicembre 2010''.