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Casta in buona salute

Elisoccorso, altro caso a Messina
Per vip e politici è come un taxi


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Dopo il caso che ha riguardato direttore della centrale operativa del 118 Gaetano Marchese, spunta un altro 'volo sospetto': un politico messinese venne trasportato dalla città dello Stretto all'ospedale Villa Sofia di Palermo per un intervento al naso. L'avvocato del giovane: "Travisati i fatti, le condizioni del ragazzo erano gravi".

 

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PALERMO - Un altro volo sospetto. Un’altra inchiesta della Procura. Sono i magistrati di Palermo, stavolta, a indagare su un nuovo caso che riguarda un utilizzo “disinvolto” dell’elisoccorso, dopo la vicenda che ha visto protagonista il direttore della centrale operativa del 118 Gaetano Marchese, che ha accusato dei problemi cardiaci mentre si trovava in Sardegna. Il manager in quell’occasione, invece di affidarsi alle cure dei medici sardi, ha chiamato la stessa centrale operativa che dirige per chiedere l’invio di un velivolo ad Alghero. Elicottero partito con tanto di equipe specializzata per riportare Marchese in Sicilia, all’Ismett, dove è stato sottoposto a un delicato intervento al cuore. "Stiamo per sospendere il dirigente" ha annunciato proprio ieri l'assessore alla Salute Lucia Borsellino.

Meno delicato, invece, pare l’intervento al quale è stato sottoposto un anno fa all’ospedale Villa Sofia di Palermo, un giovane di 23 anni, vicino ai riformisti di Totò Cardinale e in particolare a Beppe Picciolo che oggi sostengono all’Ars il presidente Crocetta. Antonino Interdonato è infatti anche il vicepresidente del consiglio comunale di Messina, e appartenente al gruppo dei Democratici riformisti.

Nel giugno del 2013 un elicottero del 118 atterra proprio a Messina, per “caricare” il giovane Interdonato che poche ore prima aveva subito una forte botta al volto, in seguito a un incidente con la moto. “Ma io non sono parente di quel ragazzo – puntualizza Picciolo – mi sono solo trovato, insieme ad altri amici, in ospedale quando il giovane è arrivato, in condizioni assai critiche”. Una gravità confermata anche dall'avvocato di Interdonato, Salvatore Versaci, che ha scritto al nostro giornale. (LEGGI QUI LA LETTERA DEL LEGALE).

Ma i magistrati stanno indagando proprio su questo. Vogliono capire se quell’intervento sia stato “caldeggiato” dalla politica. Se, insomma, la Centrale operativa ha ricevuto pressioni per intervenire. Anche perché, stando ad alcuni dei referti e dei documenti medici, le condizioni del giovane, sebbene non ottimali, non sarebbero state, secondo ad esempio il sindacato dei medici Cimo, così gravi da giustificare addirittura l’intervento dell’elisoccorso. Il modulo compilato al Policlinico di Messina per consentire l’intervento della Centrale operativa, ad esempio, fa riferimento a un “trauma cranico non commotivo e trauma facciale”. Secondo quel modulo il paziente è “vigile”. Un fatto ribadito proprio dai medici del Policlinico messinese: “Il paziente è vigile, orientato e collaborante”, poi un codice: “Gcs 15”. Che, stando alla spiegazione di Antonio Iacono dirigente del Cimo, ma anche responsabile proprio del “Trauma Center” dell’ospedale Villa Sofia, “significa che il paziente era perfettamente lucido”. Il giovane, oltre al trauma cranico ha le ossa del naso e l’orbita fratturata.

È stato proprio il sindacato dei medici ospedalieri a sollevare il caso, già nei giorni scorsi, fino alla seduta della Commissione Salute all’Ars di ieri: “Il paziente – hanno raccontato i medici - è stato inviato in codice rosso ma non era da codice rosso – aggiungono - come da referto del 118 'Trauma non commotivo vigile'. Poi è stato operato in anestesia locale e ricoverato in un reparto di degenza normale, senza nemmeno la guardia medica. Se era un codice rosso come mai non è stato ricoverato in terapia intensiva?. Il giorno dopo è stato sottoposto ad un intervento estetico di 'rinoplastica' e dopo due giorni dimesso".

Una rinoplastica dopo le fratture del naso e di parte del viso. Quanto basta, insieme a una preoccupazione generale sulle condizioni del giovane, per l’intervento dell’elisoccorso che trasporterà Interdonato da Messina fino a Villa Sofia dove verrà operato dal primario Matteo Tutino, tra i medici più vicini al presidente della Regione. Ed è proprio sull’entità dell’emergenza che starebbe lavorando la Procura, oltre che, come detto, sulla possibili interferenze della politica su questo caso. E se per il presidente Crocetta si sarebbe trattato semplicemente di un “intervento umanitario”, l’invasione della politica è smentita seccamente dal deputato messinese Picciolo: “Quando sono giunto in ospedale - racconta - la decisione di trasportare il ragazzo era già stata presa. Sono andato lì solo in qualità di conoscente, di amico del giovane, insieme a tanti altri. Giunto al Policlinico ho preso atto della decisione del 118, presa in assoluta libertà. Una telefonata da parte mia o da parte del presidente Crocetta? Non sta ne’ in cielo ne’ in terra - prosegue Picciolo - e comunque davvero non capisco lo scandalo. Il ragazzo è stato miracolato. Questo è un caso di buona sanità, altroché. Figuriamoci che Antonino è stato anche profumatamente risarcito per i danni subiti, visto che ha anche perso completamente l’uso dell’olfatto”. Ma la Procura vuole vederci chiaro. I dubbi sull’utilizzo degli elisoccorso in Sicilia iniziano a essere troppi. Il fascicolo è in mano al procuratore aggiunto Bernardo Petralia che lo ha assegnato ad un sostituto che fa parte del gruppo di pm che si occupa di reati contro la pubblica amministrazione. I documenti acquisiti sono già stati valutati dagli investigatori, presto qualcuno potrebbe finire nel registro degli indagati.

La precisazione

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota inviata alla nostra redazione da Salvatore Versaci, legale di Antonino Interdonato, secondo il quale i contenuti dell'articolo non rispecchierebbero la verità dei fatti.

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