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Palermo, lo schianto in via Attinelli

La cena con gli amici e lo schianto
Il Cep piange Giuseppe


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Giuseppe Modica

Giuseppe Modica, 18 anni, ricordato dagli amici del quartiere. Nei pressi del centro commerciale La Torre l'Honda Sh 300 su cui viaggiava insieme con un amico ha sbandato, finendo violentemente sulle auto posteggiate.

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PALERMO - Giuseppe amava scherzare. Aveva la battuta sempre pronta e non perdeva occasione per trascorrere il tempo libero con gli amici. Anche ieri si era messo d'accordo con due coetanei per andare a mangiare un panino fuori. Erano stati al centro commerciale "La Torre", per cenare lì, a pochi metri dal luogo della tragedia. Ma la serata di Giuseppe Modica, che ad agosto avrebbe compiuto 19 anni, si è conclusa nel peggiore dei modi intorno alle 21,30.

Un terribile schianto contro alcune auto parcheggiate in via Salvatore Attinelli, al Cep, ha spezzato la sua vita. Lo stesso che ha ridotto in condizioni gravissime il suo amico Manuel, quasi vent'anni, a bordo dell'Honda Sh 300 insieme a lui. Lo scooter risulta intestato a Giuseppe, ma non è ancora chiaro chi, ieri sera, lo stesse guidando. Non c'è alcun testimone, nessuno ha assistito al tragico impatto subito dopo il quale sono intervenuti i carabinieri.

I militari si trovavano nei pressi del luogo della tragedia perché stavano effettuando dei controlli: sono stati loro a chiamare immediatamente i sanitari del 118 che, purtroppo, nonostante abbiano tentato di strappare in tutti i modi il ragazzo alla morte, non ce l'hanno fatta. Il giovane ha infatti riportato lesioni interne gravissime e, in base ai primi accertamenti, sia lui che l'amico - ricoverato in Rianimazione al Civico - non avrebbero indossato il casco.

Addosso non avevano documenti e per gli agenti della sezione Infortunistica, l'identificazione della vittima non è stata semplice. Giuseppe Modica aveva infatti abitato per molti anni nello stesso quartiere in cui ha perso la vita, in via Brunelleschi. Poi la sua famiglia si era trasferita a Monreale, dove è stata rintracciata. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno a chi amava il diciottenne, ricordato come un ragazzo pieno di vita e volenteroso. "Faceva lavoretti saltuari - racconta Rosy, un'amica - conosceva bene il sacrificio. Dopo aver lavorato in un panificio, aveva cercato di darsi da fare in altri settori, non si scoraggiava mai". Lo chiamavano "il pellicano": "Un soprannome che ci faceva ridere - dice Salvatore Badalamenti, coetaneo di Giuseppe -, di fronte al quale lui ne appioppava uno diverso a tutti. Non dimenticherò mai le serate trascorse con lui, le risate, i giri in moto. Adesso per noi del Cep e Cruillas, Giuseppe sarà il nostro angelo".

"Già - prosegue Rosario - veglierà su di noi. Sarà sempre al nostro fianco. Anche se ancora non riesco a crederci. Quella di ieri sera, doveva essere una serata come tante, un'uscita divertente per mangiare un panino. Ma si trasformata in una tragedia che nessuno di noi riesce ancora a spiegarsi". Nel frattempo la pagine Facebook del ragazzo è diventata uno spazio per ricordarlo, dove tutti coloro che lo conoscevano lasciano un pensiero: "Addio grande Angelo vola e splendi lassù insieme a tutte le stelle del cielo - scrive Carmelo Conigliaro -. Il tuo sorriso e il tuo modo di scherzare unico ci mancheranno, ma li porteremo sempre nel cuore".