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La console Usa: "Il Muos è sicuro
Avrà monitoraggio permanente"


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Colombia Barrosse, console generale degli Stati Uniti nel Sud Italia, ha incontrato il sindaco di Caltanissetta (nella foto). "Con la Sicilia un rapporto speciale"


PALERMO – Il Muos di Niscemi “è un’installazione sicura”. Colombia Barrosse, console generale degli Stati Uniti per il Sud Italia lo ribadisce a Livesicilia. In visita nell’Isola, la diplomatica americana è stata nella mattina di venerdì a Caltanissetta, dove ha incontrato il sindaco e il prefetto. Sabato in programma una visita al sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Tra i temi trattati negli incontri istituzionali le possibili collaborazioni tra Sicilia e Stati Uniti, anche in vista dell’Expo. “A Caltanissetta – racconta in italiano Barrosse – abbiamo avuto un momento molto interessante con il sindaco, parlando delle possibilità di collaborare insieme. L’Expo per noi non è solo Milano, siamo impegnati a collaborare con diversi partner del Sud, per parlare di agricoltura, sostenibilità, tutela dell’ambiente. Il Sud Italia ha tante eccellenze nell'agroalimentare ed è importante che possiamo condividere cosa abbiamo imparato, scambiare le nostre esperienze e capire come proteggere anche le piccole industrie, i piccoli produttori agricoli che vivono una sfida difficile”.

Ma Caltanissetta è anche la provincia più “calda” per i rapporti tra Sicilia e Stati Uniti, per via del Muos di Niscemi. L’impianto americano della discordia, a proposito del quale il console Barrosse tiene subito a precisare: “Non è un radar. Permette la comunicazione attraverso satelliti. Ed è un'installazione sicura. Noi, il governo italiano, la Regione siciliana, abbiamo fatto degli studi. Siamo molto al di sotto delle soglie permesse dalle normative negli Usa o in Italia. Non è vero che il Muos fa male alla salute, semplicemente non è vero. Ed è molto importante sottolineare che noi siamo per il rispetto delle leggi”. Le tensioni sul territorio però restano. La diplomatica americana si sofferma sull’argomento con Livesicilia: “Abbiamo un rapporto così speciale con l'Italia e la Sicilia che mai potremmo violare le normative e il rispetto per il popolo siciliano. Vorremmo più armonia su questo. Abbiamo un'installazione Muos alle Hawaii vicino a Honolulu, non c'è mai stato un problema. Nonostante ciò, noi vogliamo installare un sistema di monitoraggio permanente, sarà attivo da settembre, per mostrare alla popolazione che quello che diciamo è dimostrato dai dati”. Di più, il console auspica “un gemellaggio tra Hawaii e Sicilia: hanno in comune tanto, i tesori della natura, i vulcani. E lì l'idea della coabitazione armoniosa tra civili e militari è normale”.

Quanto ai rapporti economici tra Stati Uniti e Sud Italia, la signora Barrosse sottolinea come “il Made in Italy negli Stati Uniti sia molto desiderato. Siamo, molto interessati ad avere investimenti negli Stati Uniti (il programma Select Usa, consultabile su Internet spiega come, ndr). Quanto agli investimenti americani in Italia, ne abbiamo abbastanza qui, ma gli investitori cercano una burocrazia ridotta, un sistema giudiziario trasparente ed efficiente. Nel Sud Italia troviamo tantissima eccellenza. Un esempio di partenariato importantissimo è l’Ismett. Quasi tutti i medici lì sono italiani e molti sono tornati da altri Paesi”.

A Palermo il console Barrosse ha anche incontrato il console generale della Tunisia. “Abbiamo parlato della strage nel museo, per la quale ho fatto le mie condoglianze, e di come affrontare questa sfida. Lui conosce bene la situazione e vediamo nella stessa maniera il desiderio di un mondo migliore. La Tunisia ha fatto tanti passi avanti, le cose sono cambiate negli ultimi anni. È importante per noi, Italia, Stati uniti, continuare ad appoggiare la Tunisia. Per ora la gente non vuole,viaggiare, speriamo che sia solo temporaneo”.

La Sicilia come terra di frontiera in un Mediterraneo così caldo. Quanto bisogna essere preoccupati? “È importante la preoccupazione se questo ci spinge ad appoggiare i nostri governi quando cercano soluzioni diplomatiche. La Sicilia è sì la prima frontiera, e un luogo che noi troviamo incantevole e accogliente. Ho parlato con il sindaco di Lampedusa che è una donna straordinaria e guarda con equilibrio quali sono i rischi e quali le opportunità. Tutti noi come cittadini dobbiamo fare lo stesso. Appoggiare i governi ma in generale le persone che cercano una soluzione ai problemi”.