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In Sicilia l'assegno di ricollocazione


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, Economia, Lavoro

Possibilità di riassunzione per circa 4mila licenziati. Nella foto il presidente della Consulta regionale degli Ordini dei consulenti del lavoro, Leonardo Giacalone

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PALERMO - Possibilità di riassunzione per circa 4mila licenziati: parte anche in Sicilia il contratto di ricollocazione, previsto dalla riforma del mercato del lavoro, che nell’Isola in atto ha uno stanziamento di circa 7 milioni di euro. L’Assessore regionale al Lavoro, Gianluca Miccichè, riconoscendo il rapporto tra consulenti del lavoro ed imprese, intende coinvolgere i 2.200 consulenti del lavoro che operano in Sicilia tramite la Fondazione per il Lavoro, per favorire l’incontro fra domanda e offerta di impiego utilizzando l’assegno di ricollocazione finalizzato al reimpiego di lavoratori fuoriusciti dai cicli produttivi.

E’ uno dei risultati dell’incontro svoltosi oggi a Palermo fra l’assessore Miccichè e la Consulta regionale degli Ordini dei consulenti del lavoro, che martedì scorso a Enna ha rinnovato i vertici eleggendo presidente Leonardo Giacalone (Trapani), vicepresidente Salvatore Musumeci (Catania) e tesoriere Enrico Vetrano (Agrigento).

L’assegno di ricollocazione, che attribuisce a ciascun lavoratore licenziato una somma, variabile in base al profilo, da spendere per l’ottenimento di un nuovo impiego, è pronto a partire anche in Sicilia: Miccichè ha spiegato che, essendo stato emanato il regolamento nazionale, è pronto quello regionale.

L’assessore ha anche comunicato che da ieri è in funzione la piattaforma informatica su cui inserire i documenti relativi al credito d’imposta dell’avviso 1/2012, chiedendo ai consulenti del lavoro di collaborare per non perdere le somme e per completare tale operazione entro il prossimo 12 dicembre, consentendo così agli uffici di rendicontare entro fine anno le spese all’Unione europea.

Miccichè si è poi impegnato a confrontarsi con tutti gli attori del mercato del lavoro, compresi i consulenti del lavoro, sia per definire un nuovo accordo regionale sulla Cassa integrazione in deroga che riscriva i criteri adeguandoli alla recente riforma del Jobs Act, sia per riprogrammare le risorse del 2016 destinate alle politiche attive del lavoro.

Quanto a Garanzia Giovani, i consulenti del lavoro si sono impegnati a fornire i dati su quanti, fra coloro che hanno ottenuto un tirocinio tramite la Fondazione per il Lavoro, sono poi stati stabilizzati con rapporti di lavoro. L’intento è quello di poter utilizzare in seguito questi strumenti di ingresso verificandone la reale efficacia finalizzata alla creazione di occupazione stabile.

I consulenti del lavoro hanno chiesto all’assessore un maggiore coordinamento fra i centri per l’impiego che ne renda omogenei i comportamenti; e un potenziamento degli organismi di vigilanza “per contrastare il lavoro nero e irregolare – ha dichiarato Leonardo Giacalone - , fenomeno il cui impatto in termini di sfruttamento e di concorrenza sleale ha superato ogni limite sostenibile dal mercato del lavoro e dalle imprese sane”.