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Il prefetto De Miro lascia Perugia
"A Palermo con esperienze positive"


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Il neo prefetto di Palermo, Antonella De Miro

"Dopo nove anni di assenza torno nella mia terra di Sicilia, orgogliosa di una nomina che mi onora e rappresenta il riconoscimento per il mio impegno professionale e per il lavoro fin qui svolto". Nella foto il neo prefetto di Palermo Antonella De Miro

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PERUGIA - Porta con sè "un bagaglio pieno di positive esperienze" e parte "arricchita da una diversa maturità professionale" Antonella De Miro che lascia l'incarico di prefetto di Perugia per assumere, domani, quello di Palermo. Lo ha sottolineato questa sera nel suo saluto alle istituzioni. Una cerimonia alla quale hanno preso parte anche il sottosegretario all'Interno Gianpiero Bocci, le presidenti della Regione, Catiuscia Marini, e dell'Assemblea legislativa, Donatella Porzi, e il sindaco di Perugia Andrea Romizi.

"Dopo nove anni di assenza - ha detto il prefetto De miro - torno nella mia terra di Sicilia (è infatti originaria di Catania - ndr), orgogliosa di una nomina che mi onora e rappresenta il riconoscimento per il mio impegno professionale e per il lavoro fin qui svolto. Sento il peso di una grande responsabilità, di essere all'altezza delle attese, ben conoscendo la complessità della mia terra". Il prefetto si è detta "emozionata". "Perché partire da Perugia - ha aggiunto -, lasciare l'Umbria, significa chiudere un capitolo molto significativo della mia vita professionale e non solo. Quindi lascio questa Prefettura, la città e la provincia con un senso di anticipata nostalgia". Parlando del lavoro svolto nel 2015, il prefetto ha tra l'altro sottolineato la "grande attenzione al tema della sicurezza anche sotto il profilo del pericolo rappresentato dalla mafia che non spara, non uccide, non compie attentati, non si rende visibile ma si insinua silente nelle maglie dell'economia e quindi della società". "E' la mafia - ha sottolineato il prefetto - che investe in attività lecite e ricicla denaro. Le organizzazioni mafiose dispongono oggi di grandi liquidità e per questo la mafia rappresenta un pericolo non soltanto in quei contesti regionali in cui essa può ancora esercitare un controllo del territorio ma anche laddove tenta di infiltrarsi nell'economia per reimpiegare i proventi delle attività illecite".