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PALERMO

Spariti tre milioni dai conti correnti
Indagine su un consulente Unicredit


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Foto d'archivio

I clienti - anziani e facoltosi - sono già stati rimborsati dall'Istituto di credito di via Ruggero Settimo che adesso è a caccia del maltolto. Sono stati gli stessi ispettori della banca a scoprire l'imbroglio.

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PALERMO - Aveva preso di mira clienti molto facoltosi. Sperava che non si accorgessero dei prelievi non autorizzati sui loro generosi conti correnti. E forse ci sarebbe pure riuscita se non fossero intervenuti gli ispettori della stessa banca.

Risultato: tre milioni di euro circa spariti, una dipendente delle sede palermitana di Unicredit allontanata dal servizio e finita sotto inchiesta. I clienti - una dozzina in tutto - sono già stati rimborsati dall'Istituto di credito che adesso è a caccia del maltolto. Sono intervenuti i finanzieri su delega dei pubblici ministeri del gruppo criminalità economica, coordinati dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca. L'indagine non si presenta né veloce né facile. Secondo i primi accertamenti, i soldi sarebbero transitati dai conti aperti nella sede di via Ruggero Settimo a quello di un'altra banca e intestato a una persona vicina alla consulente.

Quest'ultima è stata smascherata dagli ispettori bancari che hanno sfruttato sofisticati sistemi di vigilanza capaci di tracciare i movimenti bancari - versamenti e prelievi, ma anche compravendita di titoli -, soprattutto quelli che all'apparenza non destano sospetti. E cioè i portafogli di persone ricche, anziane e distratte. Gli ammanchi sarebbero stati diluiti nel tempo in modo da apparire “normali” qualora il cliente si fosse deciso a prestare più attenzione. Mai grosse somme tutte in una volta, ma piccoli ammanchi. Piccoli in rapporto alle grosse somme depositate. Basti pensare che solo l'occhio vigile degli ispettori ha smascherato l'imbroglio che, codice penale alla mano, configurerebbe il reato di appropriazione indebita,