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I soldi dei ragazzi usati per i "debiti"
Piano giovani, l'ultimo fiasco


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Dovevano servire per i tirocini e gli incentivi alle assunzioni degli under 35 siciliani. E invece la Regione ha deciso di utilizzare oltre 22 milioni per pagare i "risarcimenti" legati alle cause perse di fronte al Tar. A cominciare da quella che riguarda il Cefop.

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PALERMO - I soldi erano destinati ai giovani. Ai loro tirocini, al loro ingresso nel mondo del lavoro, alle loro speranze di dare vita a una azienda. E invece, serviranno per pagare i “risarcimenti” frutto degli errori di queste Regione. Delle cause perse di fronte al Tar. Una, in particolare: quella che ha riguardato la cessione al Consorzio Cerf dell'ente Cefop. Una cessione bloccata dal governo, ma in maniera illegittima secondo i giudici amministrativi. Così, bisognerà riconoscere all'ente 32 milioni. Che l'amministrazione non ha. Dove trovarli? Semplice: dai soldi destinati ai giovani.

La decisione è tutta in una delibera di giunta che apparentemente “annuncia” la ripartenza di un Piano giovani fallito tra click day trasformati in flop, faide interne che hanno coinvolto assessori e burocrati (Scilabra e Corsello, ad esempio) e carenze di organico di un dipartimento-chiave come quello della Formazione. La delibera, in particolare, prevede di destinare alla “Priorità 3” le risorse previste nelle “priorità 2 e 9”. Tradotto: sul ramo del Piano giovani destinato ai corsi di Formazione “classici” andranno le risorse inizialmente destinate alla comunicazione e, soprattutto alla priorità “Giovani in impresa”.

Si tratta di 22,5 milioni che dovevano essere utilizzati per finanziare tirocini “professionali” (per avvocati, commercialisti...) e incentivi alle assunzioni. E invece serviranno per rimpinguare i circa 310 milioni destinati agli enti di Formazione. Quei soldi, infatti, oggi non bastano. E i motivi sono spiegati chiaramente proprio nell'atto di giunta che prevede la rimodulazione di quei fondi.

Motivazioni che altro non sono se non il racconto e la ammissione di un fallimento. A proposito infatti di quei 22,5 milioni destinati ai ragazzi per i tirocini o l'avvio di una impresa, i dirigenti del dipartimento Formazione scrivono: “Le numerose problematiche occorse durante la fase iniziale della procedura hanno comportato varie criticità che hanno ritardato ulteriormente l'attuazione dell'azione”. Criticità che sarebbero state compensate, spiega il governo, da alcuni interventi del progetto “cugino”, quello di Garanzia giovani (che in realtà riguarda un target di età leggermente diverso da quello del Piano giovani). Così, secondo il governo Crocetta, quei soldi possono andare altrove. A quel capitolo da 310 milioni destinato ai corsi di Formazione. Quegli interventi, si legge sempre nella delibera, verranno finanziati attraverso altri tipi di contributo. Buone intenzioni. Visto che non si fa riferimento nè all'entità nè all'origine dei fantomatici contributi al di là di un vago cenno alla prossima programmazione europea o alla rimodulazione dei fondi Pac.

Di sicuro c'è che il finanziamento da oltre 310 milioni destinato ai corsi oggi non è più sufficiente a causa di “una serie di contenziosi in atto tra la Regione e gli enti di formazione professionale”, che potrebbero “portare ad un fabbisogno totale notevolmente superiore”. Per intenderci, la maggior parte di questi contenziosi riguarda alcune decisioni del governo, spacciate spesso come segnali di “legalità” e moralizzazione del settore. A cominciare da alcune revoche agli accreditamenti, smentite dal Tar. Ma il “peso” maggiore riguarda un'altra causa. Quella legata allo stop voluto dal governo alla cessione del Cefop, storico e grosso ente di formazione, al consorzio Cerf. “Nel caso in cui l'amministrazione – si legge sempre nella delibera - dovesse soccombere nei contenziosi in atto” o nel caso in cui la Regione, che ha già avuto torto in primo grado, scegliesse la strada della transazione, “sarebbe necessaria una ulteriore dotazione”. La transazione a cui il governo sta lavorando prevede infatti il riconoscimento del contributo relativo a uno dei due anni in cui il Cefop è stato “costretto” a restare fuori dai finanziamenti regionali per l'assenza dell'accreditamento: oltre 16 milioni. Mentre altri 16 milioni andranno (o sono già stati in parte) restituiti a enti inizialmente privati dell'accreditamento e altri 14 milioni “ballano” per cause ancora pendenti. Tutti “danni” compiuti dal governo regionale. Che adesso prova a mettere una pezza. Scegliendo come “bancomat” quello messo inizialmente a disposizione degli under 35 siciliani. “Questa – hanno protestato Monica Genovese, della segreteria regionale Cgil e Andrea Gattuso, responsabile del dipartimento politiche giovanili del sindacato – è l’ennesima dimostrazione del fallimento e dell’inadeguatezza di questo governo nel risolvere i gravi problemi della nostra regione, in questo caso sia la disoccupazione giovanile che la vertenza formazione professionale, e anche dell’incapacità di utilizzare importanti risorse che non dovrebbero servire per pagare inadempienze e contenziosi, come di fatto dispone la delibera”. E invece il governo ha deciso così: i soldi dei giovani? Serviranno a pagare i debiti. A riempire i “buchi” creati dalla foga moralizzatrice del governo Crocetta.