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La chiusura dei punti nascita

Il Pd contro la Lorenzin
"Garantire il diritto alla salute"


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L'ospedale di Petralia Sottana

Alice Anselmo, capogruppo del Partito democratico all'Ars, giudica "non accettabile prescindere da esigenze primarie di vita della collettività". E la chiusura della struttura di Petralia è al centro di un'interrogazione parlamentare di Magda Culotta, sindaco di Pollina.

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PALERMO, 6 GEN - "Non è accettabile pensare di applicare asetticamente una regola numerica prescindendo da esigenze primarie di vita della collettività". Lo dice il presidente del gruppo parlamentare Pd all'Ars, Alice Anselmo a proposito della chiusura di alcuni punti nascita decisa dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. "La Sicilia è stata una delle poche regioni italiane (in tutto sei) che ha aderito al progetto di sorveglianza promosso dall'Istituto Superiore di Sanità nell'area materno-infantile, compiendo quindi passi importanti per garantire la sicurezza del sistema. Rievocare casi come quello della piccola Nicole per giustificare la chiusura dei punti nascita - sottolinea - non è attinente al contesto delle deroghe".

Anselmo ricorda che "sul tema della sicurezza l'assessore regionale della Salute Baldo Gucciardi, ha più volte ribadito il rigore assoluto nel rispetto dei requisiti di legge vigenti a tutela della madre e del neonato. Pertanto, appare necessario rivedere la decisione del Ministro Lorenzin sui punti nascita in deroga, perché, fermo restando la necessità di garantire la sicurezza di puerpere e neonati, dando ai reparti personale e attrezzature mediche - prosegue - non possiamo dimenticare quanto sia essenziale creare condizioni di sicurezza anche per raggiungere gli ospedali. La tutela della salute - conclude la presidente del gruppo parlamentare Pd - non può pagare le inique conseguenze di decisioni avventate".

E intanto, la chiusura del punto nascite di Petralia Sottana sarà al centro di un'interrogazione parlamentare a firma di Magda Culotta. La deputata del Partito Democratico, che è anche sindaco di Pollina, questa mattina ha partecipato alla mobilitazione, organizzata a Petralia, per difendere il diritto alla salute. Nel documento, che sarà depositato nei prossimi giorni, Culotta chiederà al ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, quali siano stati "i parametri tecnico/scientifici attraverso i quali si è deciso di accordare la proroga solo ad alcuni centri siciliani, poiché - si legge - sulla scorta dei numeri si è portati a pensare che la scelta definitiva sia scaturita da valutazioni di altro genere".

Lo scorso 31 dicembre infatti, la scure del Ministero si è abbattuta sui centri nascita di Petralia Sottana, Santo Stefano Quisquina, Mussomeli e Lipari, salvando quelli di Bronte e Licata. Nel testo parlamentare, si chiede inoltre al Ministro se "intende rivalutare tale scelta, considerando che Petralia è l'unico centro ospedaliero delle Madonie, collocato sopra i 1.000 metri, con difficoltà nella mobilità, a causa del perenne rischio di innevamento durante il periodo invernale, e in considerazione dell'inserimento di tale territorio nella Snai, la strategia delle Aree Interne. È una palese negazione del diritto alla salute ai cittadini madoniti - commenta -. Se da un lato, infatti, il governo nazionale lavora affinché le aree più depresse del paese godano di uguali diritti rispetto alle zone più centrali, dall'altro, la chiusura del punto nascite di Madonna dell'Alto, rappresenta l'ennesimo limite allo sviluppo di questo territorio".

"Non corre pericolo di chiusura il punto nascita dell'ospedale di Sant'Agata Militello". La rassicurazione arriva dal senatore del Bruno Mancuso, dopo un confronto avuto direttamente con il Ministro Lorenzin. "La soglia minima di 500 parti l'anno – precisa Mancuso – è un valore solo indicativo e pertanto non può essere considerato il criterio unico o inflessibile".