Live Sicilia

Formazione

Piano giovani, Pd contro il governo
“Danneggiati i ragazzi siciliani”


Articolo letto 26.965 volte
formazione, marziano, pd, Politica

Coro di accuse all'esecutivo Crocetta da parte di tante rappresentanze giovanili: dalla Cgil all'Anci, passando per i giovani dei partiti. Attacco anche dal presidente dei democratici Bruno: “Frantumata una risorsa, quella dei tirocini, che poteva dare risultati”. Non convince la “smentita” dell'assessore Marziano. (nella foto)


PALERMO - La smentita non ha placato le polemiche. Né la promessa di chiarimenti da offrire all'opinione in una conferenza stampa comodamente fissata per il 13 gennaio. Anzi, sul governo regionale si è abbattuta una ondata di polemiche, dopo la delibera con la quale l'esecutivo di Rosario Crocetta ha deciso di utilizzare 22 milioni destinati ai tirocini per finanziare i corsi di un ente illegittimamente tenuto fuori dal mondo della Formazione. Polemiche che arrivano anche dallo stesso partito dell'assessore Marziano: “Questa storia dimostra la mancanza di un progetto sulla Formazione. E le vittime sono i giovani siciliani” ha detto senza mezzi termini il presidente del Pd Giuseppe Bruno.

“Quel soldi – ha spiegato oggi l'assessore Bruno Marziano – non sono stati distolti, ma serviranno per progetti destinati ai giovani”. Nella stessa nota dell'assessorato, però, l'ammissione che 16 di quei 22 milioni saranno destinati al Cerf per la “priorità 3” del Piano giovani. Così come, del resto, illustrato nell'articolo di Livesicilia.

Quello che non si dice, ma che, a giudicare dalle reazioni è chiaro a tutti, è che di fatto verranno “cancellati” i tirocini e gli incentivi alle assunzioni destinati agli under 35. I soldi destinati a quelli serviranno per pagare gli stipendi del personale del Cerf (ex Cefop) e le spese di gestione dell'ente ingiustamente tagliato fuori dalla scelta – sempre del governo Crocetta – di bloccare la cessione del Cefop al nuovo consorzio.

“La mancanza di una idea complessiva su come riformare questo settore – l'affondo del presidente Pd ed ex assessore al Lavoro Giuseppe Bruno – produce questi risultati. Si decide di tappare i buchi di una formazione inutile, sostenendo così il solito baraccone, andando a togliere risorse frantumando una misura che poteva davvero avere una utilità. Purtroppo però – aggiunge Bruno – le vittime oggi sono i giovani siciliani. E questo dovrebbe spingere tutti, governo e maggioranza, a una seria riflessione sul futuro di questo settore”.

E una grandinata di attacchi e di critiche sono giunti anche dai giovani siciliani, uniti nelle rappresentanze giovanili di sindacati, associazioni e partiti. A cominciare dalla Cgil giovani, un sindacato che ideologicamente dovrebbe essere non così distante dalle posizioni dell'assessore Bruno Marziano: “Con la sua nota – dice il responsabile Andrea Gattuso - l’assessore Marziano conferma ciò che abbiamo denunciato e che è scritto nella delibera: all’interno del Piano Giovani i fondi per i tirocini (priorità 2) sono stati spostati sul capitolo formazione (priorità 3) per far ripartire le attività del Cerf (che ha vinto un ricorso nei confronti della Regione…). Crediamo non più rinviabile – ha aggiunto - un confronto su come affrontare l’emergenza giovanile in Sicilia, rispetto ai tirocini del Piano giovani chiediamo vengano individuate risorse e tempi certi per ridare un minimo di fiducia ai giovani siciliani”. A protestare anche i giovani dell'Anci: “Vigileremo – annuncia il presidente Maurizio Lo Galbo - su quanto dichiarato dall'Assessore Marziano, in merito all'attivazione del 'fantomatico' piano giovani, in quanto riteniamo che dallo scorso anno i giovani siciliani, siano stati già sufficientemente illusi. Quindi non permetteremo ulteriori scuse e rinvii, ma chiediamo che finisca questa vicenda paradossale che ha dell'incredibile. Pensiamo – ha aggiunto - che questa sia una delle poche occasioni che possa offrire un’opportunità di formazione professionale ai ragazzi siciliani tenuto conto, peraltro, che il governo si sta dimostrato inefficace a garantire un futuro per i giovani della nostra isola”.

Non mancano poi le polemiche politiche. Durissimi i toni usati già dal leader dell'opposizione all'Ars Nello Musumeci, che ha anche convocato per domani una conferenza stampa a Catania, ma ecco anche la dura presa di posizione dei giovani di Forza Italia che annunciano anche mobilitazioni in giro per la Sicilia: “Subiamo l’ennesimo pasticcio – ha detto il coordinatore regionale Massimiliano Cipriano - ad opera di un governo totalmente inadeguato, indifendibile. Le speranze di noi giovani rischiano di morire. L’azione portata avanti dal nostro governatore è un’azione folle e ingiustificabile, che arreca un enorme danno alla categoria di noi giovani, categoria che oggi soffre del più alto tasso di disoccupazione in assoluto. Noi giovani di Forza Italia – conclude Cipriano - ci adegueremo e ci mobiliteremo all’istante attraverso un volantinaggio”.

Il gruppo parlamentare di Forza Italia, invece, solleva dubbi anche sulla legittimità della delibera: “L'avere utilizzato i soldi del piano giovani per far fronte alle necessità della formazione professionale derivanti dalle sentenze del Tar Palermo – ha detto il capogruppo Marco Falcone - oltre a causare la mortificazione dei giovani che dovevano essere gli unici beneficiari, comporterà una irregolarità contabile che Bruxelles punirà senza appello. Il governo regionale - ha incalzato Falcone - oltre ad aver fatto un danno incommensurabile alla 'generazione della giovane Scilabra', ha, in effetti, impiegato irregolarmente questi fondi, la cui rendicontazione non sarà ritenuta regolare dalla Comunità Europea con la conseguente creazione di ulteriori debiti fuori bilancio che graveranno esclusivamente sul bilancio regionale e quindi sui siciliani.

Credo - ha concluso il capogruppo azzurro - che la Corte dei Conti anche su questo come su altre questioni potrebbe aprire un fascicolo con le conseguenze del caso”. Il Movimento cinque stelle all'Ars parla di “una vicenda iniziata male, finita malissimo, che si è rivelata un vero e proprio calvario per i giovani e le aziende che vi sono rimasti intrappolati”. Il riferimento generale è al Piano giovani, investito solo dall'ultima polemica: “L'operazione - dice la deputata Gianina Ciancio – è stata un autogol per il governo che che lascia tutti scontenti: da una parte migliaia di ragazzi costretti ad un'umiliante corsa al click e rimasti fuori prima ancora di poter entrare in gioco, dall'altra i pochi 'fortunati', che ad oggi vengono rimandati di mese in mese e presi per i fondelli. Ormai da un anno e mezzo è tutto bloccato e nel frattempo molti giovani hanno rinunciato, mentre non si sa le aziende siano ancora nelle condizioni di assumere”.