Live Sicilia

l'analisi

Miccichè lancia il centrodestra 2.0
Ma intanto gli alleati frenano


Articolo letto 27.222 volte

, Politica
PALERMO – Gianfranco Miccichè parla di “una coalizione che sia il più forte possibile”. E annuncia incontri con gli alleati “per dare vita a una cabina di regia”. Ma in quello che un tempo era il centrodestra siciliano, per il momento regna una grande confusione. Altro che regia, anche gli interpreti del film sono ancora tutti da definire. Di certo fin qui c'è solo l'incontro tra il commissario di Forza Italia e Nello Musumeci. Cioè il candidato del centrodestra uscito sconfitto nel confronto con Rosario Crocetta anche per via della candidatura dello stesso Miccichè. Una ferita che ancora dalle parti del centrodestra non è del tutto rimarginata e che Miccichè vorrebbe archiviare al più presto. Dal faccia a faccia palermitano tra i due è venuto fuori una specie di patto di non belligeranza, dopo le punzecchiature dei giorni precedenti, con varie dichiarazioni degli esponenti di #DiventeràBellissima, il movimento di Musumeci.

E i potenziali alleati di questo centrodestra di nuovo conio, erede lontanissimo di quella invincibile armata del 61 a 0, dai salviniani a Fratelli d'Italia, cosa ne pensano? Di coalizioni e cabine di regia non ne sa nulla Angelo Attaguile, alla guida di Noi con Salvini. “Momentaneamente andiamo da soli. Se ci dovessero essere convergenze da un punto di vista politico ci confronteremo. Io Miccichè non l'ho neanche sentito se non per augurargli buon lavoro”. Insomma, gli alleati di domani, oggi appaiono ancora lontani e in ordine sparso. Attaguile mette le mani avanti: “Bisogna vedere qual è il programma e chi c'è nella coalizione. Se è una armata brancaleone noi non ci siamo. Se fare il centrodestra vuol dire ritrovare tutti gli ex, non ci interessa. Oggi non posso dire né sì né no. Ma, leggo che si parla, per questa ipotetica coalizione, di Mpa. Che mi pare a Roma sta con Renzi, e qui?”.

Già, l'Mpa. Racconta il capogruppo Roberto Di Mauro: “Miccichè? L'ho incontrato, abbiamo parlato. Ma noi abbiamo assunto una posizione autonoma. Ci confrontiamo con le proposte che il governo regionale propone di volta in volta. Questo ormai dall'anno scorso”. Una posizione che sa di equidistanza. E che non sembra la migliore premessa per un abbracci col vecchio centrodestra, la cui unità proprio l'Mpa, insieme a Miccichè, ruppe alle precedenti elezioni regionali. “Rispetto all'attività di Miccichè c'è attenzione – dice Di Mauro - ma sulla stampa leggiamo che Forza Italia non intende presentare liste alle amministrative, qualcosa ci sfugge...”. Sì, perché al di là dello Stretto il movimento di Berlusconi vive una stagione abbastanza caotica, con fuoriuscite e seri problemi interni, proprio mentre in Sicilia si riattiva l'organizzazione sul territorio. “C'è un momento di grande confusione”, sintetizza Di Mauro.

Intanto, il parlamentare nazionale dell'Mpa Scavone ha aderito ad Ala, il gruppo dei verdiniani che dà sostegno a Renzi. “Ma solo in un'ottica di riforme, non abbiamo votato la finanziaria”, spiega Di Mauro. Gruppo in cui si dà molto da fare Saverio Romano, il cui Cantiere popolare sembra a metà del guado, tra il richiamo di Renzi e la sua storia di centrodestra. “No, noi siamo fermi, qui in Sicilia, da sempre e lo siamo sempre stati. Su una posizione di critica dura all'operato di Crocetta”, dice Romano. Che guarda al futuro: “Certo ci viene più facile dialogare con chi ha fatto con noi un pezzo di strada. L'iniziativa di Miccichè è lodevole. E una delle ragioni per cui sono uscito da Forza Italia è l'inattivismo di Gibiino in Sicilia e l'iperattivismo di Brunetta a Roma”.

Insomma, un centrodestra siciliano al momento non c'è, se non nel ricordo. ma ci si può lavorare. “Per adesso noi ci stiamo muovendo da soli – dice Attaguile -. Alle regionali correremo col nostro simbolo. Io avevo proposto Buttafuoco, spero di convincerlo”. Questo è un altro capitolo, quello controverso del candidato. Miccichè ha parlato di un'autocandidatura di Nello Musumeci. Che ieri sera però ha smentito che questo sia stato oggetto del loro incontro, rimandando a un momento successivo il dibattito sulla candidatura. E ricordando nella stessa nota la caratterizzazione "civica" del suo movimento che si rivolge a delusi di centrodestra ma anche di centrosinistra. Oltre al presidente dell'Antimafia, comunque, ci sono altri papabili. Un nome che è circolato parecchio è quello di Salvo Pogliese, recordman di preferenze per Forza Italia alle ultime Europee. Ma prima dei nomi va messa insieme la coalizione. Miccichè ha portato a casa l'ingresso del gruppo di Francantonio Genovese, che a Messina dovrebbe portare una dote di consensi. #DiventeràBellissima dal canto suo lavora per coinvolgere anche ambienti lontani dal centrodestra tradizionale, e dialoga in modo trasversale con soggetti di varia provenienza. Dice, a proposito di confini politici, Saverio Romano: “Io eviterei di delimitare la coalizione al centrodestra. Nel centro dello schieramento politico ci sono soggetti politici che erroneamente hanno sostenuto Crocetta ma a questi bisogna dare la possibilità di tornare sui propri passi”. Un riferimento chiaro a Udc e Ncd. Dove tra gli alfaniani in particolare, quelli che non si rassegnano a finire come una costola del Pd ci sono eccome. E nel centrodestra ci si aspetta che possano tornare a casa.