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Rifiuti

L'ultimatum per Bellolampo
Scoppia la polemica politica


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Sabato scade l'ultima proroga per la struttura che accoglie l'immondizia del capoluogo e di altri comuni. Contrafatto vola a Roma e attacca il Comune. Che respinge le accuse al mittente. E salta il vertice Orlando-Crocetta.

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PALERMO - Sul rischio-chiusura per Bellolampo infuria la polemica politica. Ad attaccare il Comune di Palermo sulla discarica è l'ala renziana del Partito democratico, cui fa capo anche l'assessore regionale ai Rifiuti Vania Contrafatto. Se già nei giorni scorsi era andato all'attacco il segretario provinciale del Pd Carmelo Miceli, oggi a fargli da sponda sono la capogruppo all'Ars, Alice Anselmo, e lo stesso assessore Vania Contrafatto, che annuncia un incontro a Roma per domani e attacca il Comune: "Orlando avrebbe potuto darci una mano. "Duole constatare che la Rap e il Comune di Palermo, invece, di trovare soluzioni condivise insieme alla Regione, hanno deciso di non partecipare all'incontro fissato nei giorni scorsi e in programma domani: preferiscono incontrare i giornalisti per raccontare la loro versione dei fatti. Domani saro' a Roma per capire come la Regione puo' risolvere il problema".

Il nodo del contendere è l'ultimatum che pesa sulla discarica del capoluogo: sabato sarebbe il termine ultimo per fare partire l'impianto di "trattamento meccanico-biologico", che serve a "trasformare" in umido una parte dei rifiuti indifferenziati, ma è sostanzialmente impossibile riuscirci, visto che dopo l'avvio l'impianto deve lavorare "in bianco", cioè a vuoto. Tempi troppo stretti insomma, e se fin qui si è andati avanti con le proroghe il termine di sabato è - o almeno dovrebbe essere - perentorio.

A rischio c'è il servizio rifiuti nel capoluogo, ma anche in alcuni comuni della provincia. Fra Comune e Regione è scontro aperto: Palazzo delle Aquile sostiene di non essere stato messo in condizione di avviare l'impianto in tempo utile, mentre l'assessorato regionale ai Rifiuti sostiene di avere le carte in regola. E nel caos salta l'incontro fra Rosario Crocetta e Leoluca Orlando sull'argomento, mentre la polemica diventa tutta politica: "“Il governo regionale - attacca Anselmo - si è impegnato per scongiurare ipotesi di chiusura della discarica e l’Assessorato ha chiesto più volte alla Rap la disponibilità ad accogliere i rifiuti anche degli altri Comuni dell'area metropolitana, senza però ricevere alcuna risposta". La soluzione, ancora una volta, dovrebbe arrivare da Roma. Dove l'assessore conta di trovare risposte. E dove il sindaco, appena qualche giorno, ha incassato l'apprezzamento dal plenipotenziario de-facto di Renzi, Graziano Delrio. Sul tram, sui nuovi finanziamenti per Palermo, ma non - almeno finora - su Bellolampo.

"E' incredibile che l'amministrazione comunale non abbia contezza di come il problema dei rifiuti sia oggi la prima emergenza della citta'. Palermo e' vergognosamente sporca, la raccolta porta a porta e' deficitaria e adesso si rischia di gravare i palermitani dell'ennesima crisi dei rifiuti imputabile esclusivamente all'amministrazione comunale". Lo dice il presidente del Pd Sicilia Giuseppe Bruno. "La Rap, dopo aver condiviso con la Regione il progetto del trattamento meccanico biologico, si accorge solo oggi dopo anni - aggiunge-, di fantomatici errori progettuali cercando cosi' di giustificare gli enormi ritardi con cui sta avviando l'impianto, per i quali mancano mezzi e personale". Poi Bruno aggiunge: "Basti pensare che per il semplice contratto dell'energia elettrica si sono dovuti aspettare mesi". "Gli altri comuni dell'area metropolitana non possono scaricare a Bellolampo i rifiuti - conclude - perche' si e' ancora in attesa dell'ultimazione dei lavori di capping. L'amministrazione comunale non ha alibi e non puo' certo scaricare su altri la responsabilita' dei propri errori e dei propri ritardi".

"Palermo rischia una nuova emergenza rifiuti per l'incapacità di Orlando e dei vertici della Rap, da lui nominati, di mettere in sicurezza e a norma la discarica di Bellolampo", dice Carmelo Miceli, Segretario Provinciale del Partito Democratico di Palermo. "La verità è che il passaggio da Amia a Rap è stata solo un'operazione di maquillage, che ha lasciato intatte criticità e difficoltà ma che è costata ai cittadini milioni di euro, pagati con la Tari. Gli enti di controllo hanno messo nero su bianco che la situazione è talmente critica da poter comportare addirittura l'inizio di una procedura di infrazione da parte della Ue: l'avvio in ritardo del Tmb, costruito dalla Regione secondo un progetto condiviso con i tecnici Amia, oggi Rap, il mancato avvio dell'iter per l'impianto di smaltimento del percolato, le criticità sull'abbancamento sono sintomo di una gestione disattenta della discarica che adesso rischia di avere conseguenze catastrofiche su Palermo". "È evidente - conclude il Segretario - che una metropoli come Palermo non può continuare ad essere ostaggio di chi ha l'incubo di essere il candidato giusto per tutte le campagne elettorali che verranno, siano esse amministrative, per la città metropolitana, regionali o nazionali. Palermo non può pagare le conseguenze dell'azione scriteriata e irresponsabile di chi, dinanzi ai problemi dei cittadini, immagina sia sufficiente convocare conferenze stampa per gridare allo scandalo e scaricare la proprie responsabilità su altri".