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MAFIA - OPERAZIONE CICERO

"Tutti attingono da questa minna..."
I nomi e le storie del blitz


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blitz, mafia, marcataio, Cronaca

Marcello Marcatajo sapeva di essere una pedina fondamentale per gli interessi di Cosa nostra. Dalle sue mani sono passati alcuni dei più importanti affari immobiliari. Ecco la storia di un 'impero'. (nella foto i colloqui in carcere di Francesco Graziano). IL VIDEO

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PALERMO - “Tutti questi signori hanno attinto e attingono da questa minna che è la mia, sia come denaro, sia come garanzie, sia come attendibilità”. Marcello Marcatajo sapeva di essere una pedina fondamentale per gli interessi di Cosa nostra. Dalle sue mani sono passati alcuni dei più importanti affari immobiliari delle famiglie Galatolo e Graziano, da sempre legate con il potente clan mafioso dei Madonia di Resuttana. Sapeva di essere un insospettabile per via della sua lunga carriera senza ombre, iniziata negli anni Settanta come assistente di Diritto civile alla facoltà di Giurisprudenza.

Nell'operazione del Nucleo di polizia valutaria della Guardia di finanza di Palermo c'è tutta la capacità imprenditoriale di Cosa nostra che si nutre della complicità di professionisti, i quali più che piegarsi al volere dei mafiosi diventano loro soci in affari.

Gli arrestati sono nove. In cella finiscono l'avvocato Marcatajo, l'ingegnere Francesco Cuccio; Francesco (già detenuto), Angelo e Vincenzo Graziano (anche lui era già in carcere). I domiciliari sono stati concessi a Maria Virginia Iserillo (moglie di Francesco Graziano), Giorgio Marcatajo (figlio dell'avvocato Marcello) e i due presunti prestanome Giuseppe e Ignazio Messeri.

Gli affari scoperti dai finanzieri ruoterebbero attorno alle società Costanza Costruzioni (i Messeri sarebbe le teste di legno), Sicinvest , Agf Costruzioni e Igm, direttamente o indirettamente riconducibili a Francesco Graziano. E attraverso queste società che i soldi dei clan mafiosi sarebbero stati investiti nel mattone: ville a Mondello, appartamenti e garage in città e un mega cantiere a Marino, in provincia di Roma (decine di villette per un totale di 4 milioni e seicento mila euro “strappate” alla concorrenza di un imprenditore).

“Io almeno dal 2003 faccio atti di compra e vendita con Francesco di piccoli immobili di un palazzo... c'è tutto un rapporto....”, ammetteva Marcatajo senza immaginare di essere intercettato. L'ultimo affare sarebbe stato l'acquisto di una serie di box in via Marcello Corradini. Il pentito dell'Acquasanta, Vito Galatolo, ha raccontato che parte del ricavato, 250 mila euro, sarebbero stati utilizzati anni dopo per comprare il tritolo che doveva servire per uccidere il pubblico ministero Nino Di Matteo. I box, in precedenza. erano stati acquistati da Marcatajo, nel frattempo divenuto titolare della Sicinvest, utilizzando i soldi dell'impresa Kemonia di cui lo stesso civilista era il curatore fallimentare.

Quando, un anno e mezzo fa, Francesco Graziano finì in carcere i protagonisti iniziarono a preoccuparsi. E parecchio. Soprattutto quando in casa sua, a Cinisi, furono ritrovati tre libri contabili. C'erano nomi, cifre e annotazioni di affari vari. “Io avevo dei documenti - spiegava Graziano alla moglie - che dovevo consegnare all'avvocato i documenti erano dell'avvocato Mercata... ”. avvocato che, a detta della donna, era “scioccato, proprio scioccato” dalla notizia dell'arresto.

La notizia del pentimento di Graziano e la storia dell'attentato al pubblico ministero Di Matteo fecero schizzare la tensione. “Io non voglio incontrami con nessuno - l'ingegnere Cuccio manifestava le sue paure - perché non voglio andare a finire in galera. Mi è stato detto da tutti, 'non ti fare vedere'... io non capisco come tu ancora li incontri”. Perché l'avvocato Marcatajo non avrebbe mostrato la prudenza che il suo interlocutore riteneva ormai necessaria. “Stai attento che ti inculano Marcello... perché sei diventato tu la condanna... i famosi box... ma tu la stai seguendo quello che cos'è indiziato lui?... di strage”, gli diceva Cuccio che sarebbe entrato nell'affare per la costruzione di alcune villette a Mondello. Si tratta di due immobili per i quali c'è già un preliminare di vendita firmato con l'onorevole Francesco Cascio e Massimo Sanfelice, dirigente di un'azienda farmaceutica. I due compratori nulla c'entrano con l'indagine e ora completeranno l'affare con lo Stato, visto che le ville sono state sequestrate. Era lo stesso Cuccio a spiegare a Marcatajo che aveva fatto un accordo per le villette con Vincenzo Graziano.

Quando il mensile S, nel gennaio 2015, pubblicò un'inchiesta in cui si parlava, tra le altre cose, di un avvocato a disposizione dei clan mafiosi, Marcatajo consegnò alle microspie l'elenco dei suoi affari con i boss.