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PALERMO

Direzione sanitaria dell'Asp
Revocato l'incarico a Noto


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, Cronaca
Il dg dell'Asp di Palermo Antonio Candela

Era stato il sindacato Cimo a sollevare il caso della mancanza dei titoli necessari per ricoprire l'incarico. Oggi la decisione del direttore generale dell'azienda di via Cusmano Antonio Candela (nella foto). Al posto di Noto è stata nominata Loredana Curcurù.

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PALERMO - Il direttore generale dell'Asp di Palermo, Antonino Candela, ha revocato l'incarico di direttore sanitario di Giuseppe Noto. Poche righe di comunicato per annunciare una decisione pesante. E lo si capisce dalle frasi successive della nota firmata dal manager, lo stesso che aveva confermato Noto alla direzione sanitaria. Ora Candela dice che "è venuto meno il rapporto fiduciario in ordine a gravi emergenze non in precedenza conosciute dal direttore generale e sulle quali non si può ovviamente riferire per non violare la segretezza di indagini in corso". Ci sarebbe molto di più, dunque, dietro il "licenziamento" che arriva per la mancanza di titoli contestata a Noto dal sindacato Cimo e dal Movimento 5 Stelle che aveva presentato un'interrogazione all'Ars.

Il manager ha nominato nuovo direttore sanitario aziendale, Loredana Curcurù, 57 anni, laureata in medicina e specializzata in medicina del lavoro. Dal mese di maggio del 2010 rivestiva l’incarico di direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Palermo.

Le "gravi emergenze" sono legate alla mancanza dei titoli necessari per ricoprire l'incarico. Il Cimo sollevò il caso già nel 2013 quando Noto fu nominato dal commissario dell'Asp Adalberto Battaglia (Candela, che allora era direttore amministrativo, gli sarebbe succeduto pochi mesi dopo confermando l'incarico del direttore sanitario). Era stato il dirigente Filippo Grippi, a contestare i titoli di Noto. Di recente il sindacato ha chiesto e ottenuto l'audizione in commissione Sanità dell'Ars, e ha mandato un dossier, raccolto dall'avvocato Christian Dolce, all'assessore alla Salute Baldo Gucciardi, alla Procura della Repubblica e a quella regionale della Corte dei conti. 

Le irregolarità riguardavano la parte del curriculum in cui risultava che Noto avesse ricoperto, fra il 2003 e il 2005, un incarico di responsabile della struttura complessa "Qualità e organizzazione in staff" e, dal 2007 al 2009, di "coordinatore dello staff della direzione generale". Incarichi che comprendevano il requisito della "complessità" necessario per accedere all'albo regionale degli idonei da cui attingere i direttori. Solo che, secondo la denuncia del Cimo, allora non esisteva una struttura complessa in "Qualità e organizzazione" e le "unità in staff" erano tutte semplici. Gli incarichi di Noto facevano riferimento a disposizioni interne e atti aziendali. Ed è forse su questi che, come lo stesso Candela lascia intendere, sono in corso delle indagini da parte della magistratura. A cui presto potrebbero aggiungersi quelle dei pm contabili perché il Cimo chiede di valutare l'illegittimità dei compensi percepiti dall'ormai ex direttore sanitario.