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Borsellino quater

Via D'Amelio, Tutino nega:
"Non c'entro con la strage"


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Vittorio Tutino, questa mattina nel corso del suo esame durante l'udienza del quarto processo per la strage di via D'Amelio, ha respinto l'accusa di avere avuto un ruolo nell'eccidio del 19 luglio '92 costato la vita al magistrato Paolo Borsellino e a cinque agenti della scorta.

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CALTANISSETTA - "Io con la strage di via D'Amelio non ho nulla a che vedere. Non ho rubato con Spatuzza la 126 usata per l'attentato, né ho rubato targhe di automobili, mai fatto sopralluoghi di alcun tipo e nemmeno sono mai passato da via D'Amelio anche perché quella è una strada da cui non si passa per caso, bisogna andarci apposta". Lo ha detto l'imputato Vittorio Tutino questa mattina nel corso del suo esame durante l'udienza del quarto processo per la strage di via D'Amelio, respingendo l'accusa di avere avuto un ruolo nell'eccidio del 19 luglio '92 costato la vita al magistrato Paolo Borsellino e a cinque agenti della polizia di Stato. Tutino ha contestato le dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, dicendo: continua a fare enorme confusione. Oltre a Tutino anche Salvo Madonia è imputato per strage, mentre rispondono di calunnia, per le false dichiarazioni rese nelle prime indagini sull'attentato di via D'Amelio, Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci. Nel corso del suo esame Tutino ha aggiunto: "Con Spatuzza io ho rubato solo una Fiat Regata. Spatuzza sosteneva che la sua Opel fosse più veloce di quel modello di Regata e allora la rubammo per vedere quale vettura fosse migliore e facemmo una corsa notturna per le vie di Palermo. Una volta finito la parcheggiammo e credo che poi venne rinvenuta. Non ricordo in che periodo avvenne questo fatto".(ANSA).