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Pace tra Tecnis e Comune
Dal 20 cantieri in via Amari


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PALERMO - La quiete dopo la tempesta. Il comune di Palermo e la Tecnis, ormai commissariata, ricominciano a dialogare dopo mesi di bracci di ferro e polemiche a mezzo stampa: il vertice di ieri pomeriggio voluto dal vice sindaco Emilio Arcuri a villa Niscemi, con la ditta che sta realizzando i lavori dell’anello ferroviario e del disinquinamento della fascia costiera e i sindacati, ha infatti avuto un esito positivo. Gli scavi in via Amari dovrebbero riprendere già mercoledì 20 gennaio, anche se prima si aspetta un nuovo cronoprogramma; lunedì cantieri nuovamente in attività in viale Lazio. Per il Politeama invece si studia una variante che consentirà di salvare gli alberi.

Il colosso catanese aveva già incontrato Rfi martedì scorso a Roma, dando ampie rassicurazioni su tutti i cantieri italiani e ribadendo di considerare strategico l’anello ferroviario di Palermo che al momento riguarda più punti della città: via Amari, il porto, viale Lazio e il Politeama. Un’opera che adesso entrerà nel vivo con lo scavo delle trincee, ma che aveva messo in allarme il Comune: il timore, visti i ritardi accumulati, era di ritrovarsi con cantieri fermi o a rilento per troppo tempo. Dubbi accresciuti anche dalle vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vertici della Tecnis. Una preoccupazione condivisa dagli operai palermitani che avevano chiesto rassicurazioni sugli stipendi arretrati, il mantenimento dei posti e l’annunciata assunzione di altri 60 operai.

Ieri i rappresentanti della ditta hanno però rassicurato comune e organizzazioni dei lavoratori: la Tecnis ha i mezzi per andare avanti su tutti i fronti. Il commissario Ruperto ha inviato una nota formale al sindaco e a Palazzo delle Aquile si dicono finalmente soddisfatti. In realtà i cantieri per il disinquinamento della costa e quelli dell’anello ferroviario al porto non si erano mai fermati, mentre qualche rallentamento si è registrato negli altri siti: da lunedì gli operai torneranno a pieno regime in viale Lazio, dopo che la Tecnis ha pagato la ditta che si occupa del sub appalto, mentre in via Amari l’ordinanza scatterà ma solo dopo che sarà presentato (fra oggi e domani) un preciso crono programma con gli impegni sui mezzi e sulle forze. Il Comune ha chiesto un programma dettagliato da rendere noto alla città, anche per favorire un controllo "sociale" dell'andamento dei lavori. In questi giorni il vice sindaco incontrerà i commercianti.

Via libera anche per il Politeama, seppur con novità. Da qui a tre mesi gli operai completeranno lo spostamento delle reti e, intanto, si metterà a punto una variante che consentirà di salvare il verde della piazza rendendola in futuro più fruibile: la variante consentirà a Rfi di risparmiare circa un milione di euro e al Comune di dare risposte agli ambientalisti.

“Siamo soddisfatti - affermano il Sindaco Leoluca Orlando e l'Assessore Emilio Arcuri - per la disponibilità e la collaborazione mostrata da parte di tutti i soggeti coinvolti in questa vicenca: Rfi, Italferr e Tecnis. La ripresa e il regolare svolgimento dei lavori per la chiusura dell'Anello Ferroviario rappresenta un importante obiettivo, perché si possa realizzare un'opera che andrà ad aggiungere un ulteriore importante tassello per la mobilità sostenibile e a vivibilità della nostra città. L'Amministrazione continuerà a svolgere tutto quanto di sua competenza perché prosegua tale collaborazione, a beneficio dell'intera comunità”.

Rassicurazioni da parte della Tecnis sono giunte ai rappresentanti sindacali circa la liquidazione delle spettanze arretrate ai lavoratori in tempi brevi, con il pagamento della prima tranche entro il 18 gennaio e la seconda tranche prevedibilmente entro la fine di gennaio. E' stato anche deciso che la manodopera utilizzata sarà attinta dal personale già Tecnis in Cigs e, in carenza, dal personale attinto dal mercato locale.

I LAVORI IN VIA AMARI
I lavori interesseranno il tratto lato mare di via Amari, fra via Scordia e via Crispi, fino ai primi mesi del 2017. I lavori prevedono attività propedeutiche, ossia recinzione, posizionamento delle barriere antirumore, dismissione della pavimentazione stradale e preparazione dei pozzetti esplorativi, esecuzione di bonifica da ordigni bellici, collaudo del Genio Militare, risoluzione interferenze trasversali. Questa prima fase durerà all'incirca 80 giorno con una presenza di unità lavorative in numero variabile fra 3 e 5. L'esecuzione delle paratie di pali e del consolidamento dei terreni, per una durata rispettivamente di 7 e 4 mesi con parziale sovrapposizione, impiegherà invece in doppio turno tra 4 e 6 unità; l'esecuzione del prescavo per il raggiungimento della quota solettone, eseguito per fasi con durata complessiva 3 mesi, impegnerà 4-5 unità. La realizzazione del solettone superiore (tre mesi e mezzo) prevede 2 squadre per un totale di 10-12 unità; il ripristino del piano viario e dei sottoservizi (due mesi e mezzo) tra 6 e 8 unità.

LE REAZIONI
“Il riavvio dei lavori dell'anello ferroviario e le garanzie ricevute dalla Tecnis sono un passo avanti importante in una vicenda complicata che stava creando non pochi problemi ai palermitani. Si tratta di un'opera cruciale per la mobilità cittadina, ma ritengo che comunque debbano essere attuate tutte le misure necessarie a mitigare i disagi dei residenti e dei commercianti”. Lo dice il consigliere comunale Idv di Palermo Paolo Caracausi. “In particolare - spiega Caracausi - chiediamo che in ambo i marciapiedi venga garantito il transito pedonale per l'intera estensione del cantiere per uno spazio non inferiore a 3 metri e che eventuali riduzioni degli spazi vengano immediatamente recuperate altrove; che gli spazi pedonali vengano adeguatamente illuminati e che sia garantita la sorveglianza; che nelle barriere che delimitano il cantiere vengano indicati i beni e i servizi offerti in ciascun lato della strada; che non venga fatta alcuna concessione del suolo pubblico per opere che possano limitare la fruibilità dei marciapiedi, rimuovendo il ponteggio alla Camera di Commercio; che non venga realizzato alcun sottopasso che dalla stazione marittima conduca a uno dei 2 marciapiedi tagliando ‘fuori’ dal transito l'altro, oppure che ne vengano realizzati 2; che venga pubblicizzata adeguatamente non solo la chiusura della strada al traffico veicolare, ma anche la pedonalizzazione”.