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IL CASO

Appalti, troppe irregolarità
Multe e indagini contabili in vista


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Il Dipartimento tecnico dell'assessorato regionale alle Infrastrutture ha scovato oltre 6 mila infrazioni e ha scritto alla Procura regionale della Corte dei conti e all'Autorità nazionale anticorruzione.

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PALERMO - Una montagna di irregolarità, grandi e piccole. Sono 6.631 le infrazioni scovate negli appalti pubblici siciliani. La tabella è stata stilata dal Dipartimento tecnico dell'assessorato regionale alle Infrastrutture che il 17 dicembre scorso ha scritto alla Procura regionale della Corte dei conti e all'Autorità nazionale anticorruzione. Dopo avere cercato, invano, di imporre alle stazioni appaltanti di mettersi in regola, il Dipartimento chiede ai magistrati contabili di perseguire eventuali profili di danno erariale e all'Anticorruzione di sanzionare le irregolarità. Sono previste, infatti, multe fino a 25 mila euro.

Per ogni appalto, affidamento di servizi o acquisto di materiale ciascun ente pubblico è obbligato a registrare i passaggi, una ventina in tutto, che ci sono fra la pubblicazione del bando e il collaudo finale. Con la registrazione del primo step il sistema informatico genera un codice di identificazione della gara che serve per monitorare i successivi flussi di denaro ed evitare che qualcuno ne approfitti. Una sorta di scudo contro il malaffare.

In Sicilia si è atteso per anni che entrasse in funzione un sistema informatico chiamato Sitar affidato a Sicilia e Servizi. Nonostante siano stati spesi dei fondi comunitari, il Sitar non è mai entrato in funzione. E così il Dipartimento tecnico dell'assessorato alle Infrastrutture, cui spetta la vigilanza sulle gare, ha deciso di avvalersi di un software collegato all'Anticorruzione. Con una spesa di 21 mila euro appena sono ripartiti i controlli da cui sono emerse le oltre 6 mila e 300 irregolarità. Le stazioni appaltanti non hanno registrato i passaggi delle gare che sfuggono, così, ai controlli per arginare la corruzione. La Sicilia si è meritata la tirata di orecchie dell'Anticorruzione: solo il 19,8 per cento delle gare è stato registrato regolarmente, contro una media nazionale che supera il 50 per cento. Superata la fase dei controlli, adesso il Dipartimento tecnico delle Infrastrutture è pronto a passare alle multe.