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Rifiuti

Niente chiusura per Bellolampo
Orlando firma la proroga


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Il sindaco prende posizione nello scontro sulla discarica, a rischio per il mancato avvio di un impianto consegnato a settembre. Secondo il Comune da quel momento è cambiato tutto e quindi la proroga non supera le scadenze. L'annuncio: "Il Tmb partirà il 25". E intanto si corre ai ripari per il rischio-inquinamento.

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PALERMO – La proroga è arrivata. Scongiurando, nelle intenzioni di Orlando, il fantasma della chiusura di Bellolampo per la mancata entrata in funzione dell'impianto di “trattamento meccanico e biologico” dei rifiuti pronto dal 30 settembre. Leoluca Orlando prende tempo fino al 15 luglio per far partire l'impianto delle polemiche: secondo il sindaco, che stamattina ha firmato una nuova ordinanza che proroga appunto fino al Festino quella precedente, da quando il “Tmb” è stato consegnato è iniziata “una speciale forma di gestione dei rifiuti distinta” da quella precedente, e quindi è possibile dare una nuova proroga. Più lunga, in realtà, di quella necessaria: Orlando mette nero su bianco che la Rap, con una nota di ieri, “ha comunicato le attività” per far partire il Tmb “precisando altresì che in data 25 gennaio 2016 verranno avviate le prove con rifiuto”.
Lo scontro, condotto in punta di diritto, è iniziato da qualche giorno. Contrapposte al Comune la Regione e l'ex Provincia, che sostengono che una nuova proroga sarebbe illegittima perché ne sono già state concesse troppe. Dall'altro, appunto, Palazzo delle Aquile, che considera la decisione di oggi una prima proroga di un nuovo regime, non la decima ordinanza in tre anni sullo stesso argomento. Il nodo è l'impianto che serve ad “estrarre” l'umido dai rifiuti indifferenziati: per farlo lavorare è stato necessario acquisire delle gru particolari, e quindi i tempi si sono allungati.
Contemporaneamente, il sindaco prende posizione sul “percolato”. Il liquido prodotto dalla spazzatura, infatti, rischia di uscire dalle vasche della discarica, e se ieri la Regione ha accordato un finanziamento da 4,6 milioni per coprire la sesta adesso l'emergenza è un'altra: “Le previsioni meteorologiche in atto per i prossimi giorni – si legge nell'ordinanza – annunciano avverse condizioni atmosferiche e intense precipitazioni, tali da aumentare la formazione di percolato nelle vasche 'dismesse' e quindi far ritenere altamente probabile il verificarsi di un danno ambientale di notevoli proporzioni”. Fino al 15 aprile, quindi, Rap è chiamata a mettere in sicurezza le sette vasche dismesse e a prendersi cura delle stazioni di stoccaggio e dello smaltimento. Con un avviso: “Gli oneri di spesa saranno oggetto di specifica azione di rivalsa nei confronti del soggetto successivamente individuato quale titolare della gestione post-operativa”. Insomma: intanto il Comune paga, ma sa già che questi costi non dovrebbero essere sostenuti da Palazzo delle Aquile. Nel braccio di ferro dei rifiuti, un altro tassello dello scontro.