Live Sicilia

Un rapporto difficile

Il senso di Crocetta
per il giornalismo


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, Politica

L'Istituto di giornalismo da anni in disarmo, snobbato dall'Ordine, riceve un altro corposo finanziamento. E dire che l'ufficio stampa fu smantellato per risparmiare...


PALERMO – L'ultima puntata della tormentata storia degli incroci tra Rosario Crocetta e il giornalismo passa da Gangi. È nell'affascinante borgo madonita, infatti, che si trasferisce armi e bagagli il mitico Istituto superiore di giornalismo. La scuola di giornalismo che non formava giornalisti, pirandellismo siculissimo che anni fa Livesicilia raccontò, resiste, anche se in disarmo. E ottiene un signor contributo dalla Regione.

Del trasloco madonita e del finanziamento regionale all'istituto in disarmo ha scritto ieri Il Fatto quotidiano. Parlando di un finanziamento da un milione 199 mila euro. In effeti era uesta la cifra richiesta, ma quela ottenuta dall'ente in base ai bandi diramati per sostiutire in parte la vecchia (e generosa) tabella H è di "soli" 269mila euro. Che vanno appunto all'istituto dal quale l'Ordine dei giornalisti di Sicilia ha preso le distanze rifiutandosi di nominare un membro del cda (“Non ci hanno mai informato dei programmi e degli obiettivi organizzativi, si sono fatti vivi solo in occasione della spartizione dei posti”, spiega il presidente dell'Ordine Riccardo Arena). Dieci dipendenti in aspettativa facoltativa, nessun sito web, la sede ora spostata a casa del fratello del sindaco di Gangi, racconta il quotidiano, tracciando il profilo del carrozzone che negli anni ha inghiottito centinaia di migliaia di euro, con esiti a dir poco modesti. E che ora si pappa l'ennesima elargizione. Salute. E dire che fu proprio in nome di una santa crociata contro sprechi e manciugghia che lo stesso Rosario Crocetta, a principio del suo mandato, smantellò con un ideale colpo di machete l'ufficio stampa della Regione, licenziando in tronco i 21 giornalisti, tutti capiredattori, con squilli di tromba televisivi tra un'ospitata e un'altra. Costava caro quell'ufficio stampa, tre milioni, “una cifra con cui si pagano duecento precari, gente che guadagna 600 euro al mese e che non può comprare il latte ai figli”, dice Crocetta. Anche con 269mila euro un po' di latte si porta a casa, ma c'è giornalismo e giornalismo nella Regione crocettiana.

Complicato il rapporto di Crocetta col giornalismo e con i giornalisti. Anch'esso, come del resto molto altro, all'insegna di una certa confusione. Come quella in cui è piombata la macchina regionale sul fronte della comunicazione: da tre anni la Regione non ha un ufficio stampa, racconta poco e male quello che combina affidandosi a email firmate da governatore e assessori. Suscitò reazioni a cavallo tra l'indignazione e l'ilarità l'uscita dell'allora assessore Giovanni Pizzo che cercava volontari, “a gratis” s'intende, per fargli da ufficio stampa. Una battuta, liquidò in seguito lui.

In mezzo, tante patate bollenti mal gestite, una comunicazione legata più agli estemporanei umori del governatore nelle sue telefonate al cronista di turno che a una qualsiasi strategia. E poi un conflitto permanente con gli organi rappresentativi dei giornalisti, dal sindacato all'Ordine, che più volte lo hanno attaccato, presentando anche un esposto (archiviato) per esercizio abusivo della professione. “Da sindaco di Gela ho licenziato la moglie di un capomafia, figurarsi se mi faccio intimidire dalla casta dei giornalisti”, rispose in una di queste occasioni Crocetta, quando ancora la retorica rivoluzionaria da Che Guevara gelese attaccava. Anzi, con una dose del suo consueto humour, il governatore annunciò di voler prendere lui stesso il tesserino di giornalista.

Alla fine, dopo tre anni, di nulla, l'ufficio stampa pare destinato a rinascere, con sette giornalisti (da principio inspiegabilmente si parlò di pubblicisti) ma senza quei concorsi di cui il governatore aveva fantasticato quando aveva cacciato i ventuno, accusati proprio di essere entrati da raccomandati senza concorso. Lineare, insomma,

Sofferto in generale il rapporto di Crocetta coi giornalisti e i giornali. Accusati in certi casi di non comprendere la magnifica rivoluzione antimafiosa. E di fare il gioco dei nemici della medesima, come tuonò il governatore in una torrida mattina agostana all'Irsap al fianco del poi nemico Alfonso Cicero, quando se la prese coi “bloc anonimi”, che poi erano i blog che poi forse erano i giornali on line, magari pure questo, vai a saperlo. Quegli stessi giornali on line, per un po' un suo cruccio (che parrebbe superato) con cui se la prese durante un fischiatissimo comizio a sostegno di Michela Stancheris.

Un rapporto tormentato, insomma. Che ha avuto i suoi bassi ma anche is uoi alti, come i fasti dei primi mesi, quando lo stile sopra le righe del presidente conquistò l'attenzione dei media, nazionali e stranieri, che gli dedicarono grandi spazi compiacendo alquanto il suo proverbiale ed esibito narcisismo. Quello che lo indusse a replicare a modo suo alla famosa intemerata di Vecchioni sulla Sicilia “Isola di merda”, con quella foto che lo ritraeva spiaggiato, proprio con un giornale in mano che pareva, a lui ignudo come un puttino, coprire le vergogne. Che poi, come ogni potente fatica a mandar giù, è esattamente il contrario di ciò a cui serve il giornalismo.

 

Riceviamo e pubblichiamo

Egregio Direttore

Sono Santo Ferrarello, esercito la libera professione di commercialista dal 1998 e dal 2006 tra i miei clienti, per i quali svolgo la mia attività di consulenza fiscale e del lavoro vi è l'Istituto Superiore di Giornalismo.

La presente per metterLa a conoscenza che i locali siti in Via Maqueda n. 334 al 2° Piano, sede dell'Istituto, a seguito dell'allagamento del piano superiore, occupato da abusivi, e delle infiltrazioni di acqua, sono stati, dai Vigili del Fuoco, dichiarati inagibili, pertanto, il CdA, in attesa che l'Istituto Principe di Palagonia, proprietario dei locali, provvedesse alla messa in sicurezza degli stessi, a marzo 2015 mi ha chiesto, nella qualità di consulente, di domiciliare la sede presso il mio studio sito in Gangi (Pa) Via Molise n. 2 al fine di avere un indirizzo da utilizzare per il recapito della posta.

RingraziandoLa anticipatamente ed auspicando che quanto sopra detto possa chiarire il mio ruolo e le motivazioni della domiciliazione della sede dell'Istituto Superiore di Giornalismo presso il mio studio, colgo l'occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.

Santo Ferrarello