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rifiuti, settore nel caos

Un commissario e 2 inceneritori
Contrafatto: ddl per ridurre gli Ato


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Il governo Renzi ha deciso: Regione commissariata sulle discariche, due mega-impianti in Sicilia. No alla proposta di crearne sei più piccole. Intanto la giunta approva il Piano rifiuti e lavora a una legge per far diminuire il numero dei soggetti incaricati della raccolta (Nella foto l'inceneritore di Trieste, Vania Contrafatto e Matteo Renzi).

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PALERMO - Due mega inceneritori in arrivo nell'Isola. Mentre è quasi pronto un disegno di legge col quale ridurre gli Ato. E si fanno sempre più forti le voci riguardanti l'arrivo di un commissario inviato da Roma. Nei prossimi mesi il settore dei rifiuti siciliano, da tempo pronto ad esplodere, sarà investito da novità e mezze rivoluzioni. Il sottosegretario Davide Faraone, pochi giorni fa, non a caso ha parlato di “interventi shock”. Uno di questi sarà l'invio di un funzionario romano per snellire le farraginose e zoppicanti procedure nell'Isola.

Sì in giunta al Piano rifiuti

Ieri sera in giunta intanto il governo Crocetta ha aggiornato il Piano rifiuti, come richiesto dal governo nazionale. Le carte nelle prossime ore arriveranno nella Capitale e rispondono alla diffida avanzata in agosto dal governo Renzi. Una diffida pesante, nella quale si preannunciava il ricorso al “potere sostitutivo”. Al commissariamento, cioè. Che oggi appare comunque inevitabile. Il governo centrale ha infatti deciso: “L'esecutivo di Crocetta ha ignorato molti punti della nostra diffida”.

Arriva il commissario

Arriverà il commissario, quindi. Ennesima “mazzata” per il governo Crocetta, “colpevole”, secondo Roma, di non aver risposto tempestivamente ai rilievi sollevati dal Ministero. Diffide che riguardavano diversi temi, dalla realizzazione degli impianti alternativi alle discariche fino alla riduzione del numero degli Ato. Che la legge regionale individua in diciotto. Ma che lo Stato ha chiesto di ridurre e di molto: non più di cinque. Un numero, secondo Roma, tale da “consentire – si legge nella diffida di agosto - economie di scala e di differenziazione idonee a massimizzare l’efficienza del servizio”.

Un ddl per ridurre gli Ato

Un numero che non potrà però essere determinato dal Commissario, visto che dovrà necessariamente passare da una legge dell'Ars. Così, i tecnici dell'assessorato all'Energia guidato da Vania Contrafatto, stanno lavorando da giorni a un disegno di legge che potrebbe essere portato in giunta già la prossima settimana. Un testo che dovrebbe rispondere ai rilievi del governo centrale, “ma per fissare il numero degli Ato – spiega l'assessore Contrafatto – servono delle relazioni tecniche, degli studi che mi spieghino perché cinque e non otto o non un solo Ato. Questi studi li stiamo facendo noi dell'assessorato e nei prossimi giorni arriveremo a una bozza già significativa”.

Quattro nuovi impianti nell'Isola

Intanto, come detto, la giunta ieri ha dato il via libera all'adeguamento del Piano rifiuti. Un testo che prevede il superamento della “vecchia discarica” e la creazione di nuove “piattaforme integrate”. Saranno quattro le nuove strutture che verranno create in Sicilia: a Gela, Caltanissetta, Enna e Messina. Ma non mancano i problemi. Proprio nella città dello Stretto, ad esempio, il “no” della Soprintendenza ha fermato l'iter per la costruzione dell'impianto: bisognerà ripartire da capo, individuando una nuova zona nel Messinese. Intanto, come previsto sempre dal Piano, le cinque attuali discariche “classiche” stanno adeguandosi, costruendo i nuovi impianti di trattamento. Ma anche qui ecco qualche intoppo: a Mazzarà Sant'Andrea, ad esempio, la discarica è stata commissariata e così, con la chiusura del sito è arrivato lo stop anche alla piattaforma integrata. Più avanzati i lavori a Gela ed Enna dove gli impianti potrebbero essere operativi (e quindi accogliere i rifiuti) tra otto, dieci mesi.

La guerra della differenziata

Ma tutto passa necessariamente dalle percentuali di raccolta differenziata. Gli impianti di trattamento biologico dovranno, appunto, "lavorare" i rifiuti già differenziati. E per accelerare la raccolta, il governo Crocetta ha previsto in Finanziaria la cosiddetta "ecotassa": penalizzazioni economiche per quei comuni che non rispetteranno alcuni step di differenziata. Una decisione fortemente criticata dai sindaci, ma anche dalle opposizioni: "L’esecutivo Crocetta, per nascondere il proprio insuccesso, - attacca il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone -  intende applicare ulteriori imposte sanzionatorie ai comuni che non si siano messi al passo nella raccolta differenziata. Un vero e proprio sgambetto per scaricare agli altri le proprie responsabilità. Cosa penserebbe il governo, a questo punto, - aggiunge  se presentassimo una norma a favore dei comuni che sanzionasse la Regione per l’inadempienza in materia di discariche e di sistema di gestione dei rifiuti?”

Arrivano gli inceneritori

E per snellire l'iter per la nascita dei nuovi impianti potrebbe entrare in campo, appunto, il Commissario che potrebbe contare sui poteri speciali attribuiti dal ruolo. E il commissario arriverà: il governo regionale, fanno sapere da Roma, ha praticamente ignorato i punti della diffida.

Intanto l'esecutivo centrale avrebbe anche deciso quanti inceneritori sorgeranno nell'Isola. Questi impianti, infatti, dovranno “chiudere” il ciclo dei rifiuti. E in questo senso, oggi in Conferenza Stato-Regioni sono state esaminate per l'ultima volta le proposte delle varie Regioni, Sicilia compresa. Il governo Crocetta, infatti, aveva avanzato al governo Renzi una “controproposta”: non due mega-impianti, ma sei piccoli inceneritori sparsi nel territorio dell'Isola. Una soluzione che, spiega l'assessore Contrafatto “avrebbe contribuito ad abbattere i 'viaggi' dei rifiuti sui camion. L'idea era proprio quella – aggiunge - di far sorgere questi mini-impianti in territori non distanti dai centri di trattamento dei rifiuti”. Ma non sarà così. Roma oggi avrebbe deciso anche in questo senso. Una decisione non ancora ufficiale, ma che pare ormai certa: in Sicilia arriveranno due mega-inceneritori. Nel frattempo arriverà anche un commissario. L'ennesimo “smacco” al governo Crocetta, sempre più subalterno a Roma.