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La decisione

Via libera: due inceneritori in Sicilia
Faraone: "No all'immobilismo"


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, Politica

La Conferenza delle Regioni ha dato il proprio parere positivo al decreto del presidente del Consiglio che apre alla costruzione di otto nuovi impianti nel Paese, due nell'Isola. Il sottosegretario: "Basta con le strade sommerse dai rifiuti". Forza Italia: "Il Pd romano all'attacco di Crocetta".

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PALERMO - Due mega inceneritori presto in Sicilia. Oggi la Conferenza delle Regioni ha approvato, dando il proprio parere positivo, lo schema di decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che prevede la creazione di otto nuovi impianti nel Paese. Un parere giunto a maggioranza, un voto condizionato all'accoglimento però di alcune richieste avanzate dalla Regioni stesse. Hanno votato contro lo schema invece le Regioni Lombardia, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise. Le altre, come detto, hanno condizionato il proprio sì alla verifica dell'evoluzione del reale fabbisogno per lo smaltimento dei rifiuti. E quindi alla verifica della necessità di creare i nuovi impianti.

Come anticipato ieri da Live Sicilia, quindi, oggi è arrivato il via libera finale. In Sicilia sorgeranno due mega impianti. Anche se dal governo Renzi assicurano “ampia disponibilità” a discutere. Come raccontato ieri, infatti, la Regione aveva avanzato al governo centrale una proposta diversa: la creazione, cioè, di sei impianti più piccoli da dislocare in più punti dell'Isola, soprattutto nei luoghi più vicini ai centri di trattamento dei rifiuti.

Ma il governo Renzi ha tirato dritto. Almeno per il momento. Poi si vedrà. Di certo, ecco arrivare uno dei primi “provvedimenti shock” sul tema dei rifiuti, annunciati qualche giorno fa dal sottosegretario all'Istruzione Davide Faraone, che oggi commenta così l'esito della Conferenza delle Regioni: “La Sicilia non può più essere terra dell'immobilismo e basta a strade sommerse dai rifiuti. Mentre nel resto di Europa – spiega Faraone - le discariche sono un ricordo del passato, noi continuiamo a mantenerle e a volerle con forza, nonostante il sistema che riguarda la gestione dei rifiuti sia al collasso”. Una chiara “bacchettata” al governo regionale. “Ben vengano – ha aggiunto Faraone - tutte le forme di smaltimento alternative innovative e sostenibili. Adesso passiamo all'azione. Basta chiacchiere. Cambiamo l'approccio alla questione. Non è possibile che l'obiettivo europeo per la differenziata sia il 65% e la Sicilia è al 12% e per di più in calo rispetto agli anni precedenti. Chi si oppone a sistemi di smaltimento differenti dalle sempiterne discariche, - ha proseguito - lo fa solo per motivi ideologici. Sbagliati. Esistono impianti a zero emissioni e ad altissima tecnologia. Insieme alla raccolta differenziata sono la soluzione. Ideologie che non fanno altro che fare danno alla regione e ai siciliani”.

E così, via libera agli inceneritori. Adesso tra Stato e Regione inizierà il dialogo su dove far sorgere questi impianti. Mentre per dare un ulteriore scossone al settore dei rifiuti, presto potrebbe essere ufficializzata un'altra decisione del governo centrale: l'invio di un commissario che dovrà mettere mano all'iter sui nuovi impianti, mentre un disegno di legge governativo potrebbe chiedere all'Ars di “rimangiarsi” la decisione di far sorgere 18 Ato per la raccolta dell'immondizia. Decisioni che hanno già scatenato le critiche delle opposizioni: “Faraone – ha commentato il capogruppo di Forza Italia Marco Falcone - riprende dunque la sua azione demolitrice nei confronti di Crocetta e del suo governo, dando al tempo stesso un'altra vacua ricetta di inutile riforma degli Ato rifiuti, come se la riduzione del numero degli ambiti fosse la soluzione alle criticità ambientali nelle quali la Sicilia è sprofondata. Un’unica cosa è certa, - ha aggiunto Falcone - ossia la ripresa della campagna del Pd romano contro Crocetta, con tanto di regolamento di conti, mentre a pagare i risultati drammatici di un malgoverno che dura da troppo tempo sono sempre i cittadini siciliani”.