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Blitz al mercatino di Ballarò
Raffica di multe e sequestri


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L'intervento delle forze dell'ordine a ballarò

Sequestrati anche novanta chili di prodotti ittici in via Nunzio Nasi. In azione polizia, guardia di finanza, capitaneria di porto e i vigili urbani. Quintali di merce sono stati rimossi dagli uomini della Rap.

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PALERMO - Trecento chili di rifiuti rimossi ed oltre ventiduemila euro di sanzioni. E' il bilancio dei controlli effettuati nelle ultime ore nella zona di Ballarò e, in particolare, nella vasta area in cui ogni giorno prende vita il mercatino abusivo.

Durante l'ennesimo Controllo Integrato del Territorio da parte delle forze dell'ordine sono state passate al setaccio piazza Colajanni, piazza Ritiro San Pietro, via Ritiro San Pietro, via San Francesco Saverio, via Tommaso Da Vigilia, via Di cristina, via Vesalio, via Majali, via Avolio, via Grassi, via Albergheria  e corso Tukory, da cui, negli scorsi giorni, erano partite le proteste proprio contro gli ambulanti che posizionano la propria merce davanti al museo geologico Gemmellaro.

Anche stamattina, sin dall'alba, decine di venditori avevano collocato le loro bancarelle lungo i marciapiedi e la zona si era trasformata nuovamente in un "suk", dove la maggior parte della merce, come accertano puntualmente i controlli, è di provenienza illecita. Polizia, guardia di finanza, capitaneria di porto e polizia municipale, anche oggi, hanno rilevato numerose irregolarità. Basti pensare che due quintali di merce, tra abbigliamento, elettrodomestici, materiale elettrico, mobili e quadri, sono stati sequestrati.

Stesso provvedimento per un'auto, un autocarro e tre moto ape utilizzati per il trasporto della merce. In tutto le forze dell'ordine hanno identificato e controllato trenta persone e venti auto, ventisette le sanzioni elevate a vario titolo.

Ma il monitoraggio si è esteso nei giorni scorsi in via Nunzio Nasi, dove è stato multato il titolare di un pub per occupazione abusiva di suolo pubblico. Sempre a Ballarò è stato individuato un carico di novanta chili di prodotti ittici, sequestrato perché non erano state rispettate le norme di tracciabilità: triglie, calamari, totani ed orate erano destinate alle bancarelle del mercato, ma non è stato possibile risalire alla loro provenienza.