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Rifiuti

Gli inceneritori della discordia
Si spacca il Pd, tensione con Roma


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inceneritori, rifiuti, Politica

Crocetta contro il governo Renzi: "No alle imposizioni dalla Capitale". Critico anche Cracolici. Ribaudo (Pd) accusa: "Si vuole un ritorno al passato".  Ambientalisti sul piede di guerra. E i 5 Stelle diffidano l'assessore Contrafatto.

 

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PALERMO – Tensione tra Palermo e Roma, ma anche tra le diverse anime del Pd. Tensione altissima sui termovalorizzatori, su cui il governo Renzi intende tirare dritto, contro il volere del governo regionale. E la vicenda riaccende la polemica tra le correnti dem, mentre gli ambientalisti e i 5 Stelle sono pronti alle barricate. 

Rosario Crocetta va giù duro: "Il governo Renzi non imponga maxi termovalorizzatori, ci lasci stabilire in accordo con i comuni le dimensioni delle strutture", dice il governatore all'Ansa e all'agenzia Adnkronos parla di “abuso assoluto” da parte del governo nazionale. Che insiste sulla linea dei maxi termovalorizzatori, due quelli da realizzare in Sicilia. E questo malgrado le note obiezioni della Regione, che aveva avanzato una controproposta, che prevedeva la creazione di sei piccoli inceneritori. Roma tira dritto, prepara il commissariamento sui rifiuti e per il momento continua a ragionare di due mega impianti. Per i quali ancora non c'è un'ubicazione decisa, anche se in pole secondo rumours insistenti potrebbe esserci San Filippo del Mela dove la A2a, colosso lombardo dell'energia, punterebbe a riqualificare l'esistente centrale elettrica. Crocetta però non ci sta. Insiste sulla linea dei mini-inceneritori, che eviterebbero spostamenti per centinaia di chilometri per conferire i rifiuti. E rimanda al mittente le accuse di “immobilismo” lanciate dall'arcinemico Davide Faraone

Il decreto del governo è passato in conferenza delle Regioni, con cinque che si sono opposte al piano governativo che prevede la creazione dei maxi inceneritori, due dei quali in Sicilia. Prossimo passaggio in Conferenza Stato-Regioni per un parere che nella seduta di ieri è stato rinviato.

Ma il ritorno dei termovalorizzatori ha subito acceso le polemiche. E c'era da aspettarselo. Non solo Crocetta ha espresso il suo dissenso. Oggi Antonello Cracolici, assessore regionale e peso massimo del Pd, è stato più che critico: "Due termovalorizzatori proposti dal governo nazionale: è una proposta di chi non ha idea di cosa sia la Sicilia. Spero se ne rendano conto". E ieri Forza Italia parlava di “campagna del Pd romano contro Crocetta, con tanto di regolamento di conti” con Faraone che, a detta del capogruppo Marco Falcone, “riprende dunque la sua azione demolitrice nei confronti di Crocetta e del suo governo”.

Il tema dello scontro tutto interno al Pd in effetti sembra tutt'altro che campato in aria. Lo scontro tra correnti appare ancora più chiaro dalla lettura del comunicato di Franco Ribaudo, deputato nazionale del Pd vicino a Cracolici: “Se l'immobilismo dell'assessorato regionale all'energia ed ai rifiuti è servito a tenere lo stato di ‘emergenza’ per arrivare oggi al commissariamento del settore da parte del Governo nazionale, attraverso il quale realizzare gli inceneritori in Sicilia, l'obiettivo è stato raggiunto”. Parole assai dure, accuse pesanti: “Chi ripropone oggi quelle vecchie soluzioni vuole un ritorno al passato, che ha visto la Sicilia vittima di spregiudicati gruppi di potere (ancora oggi a vaglio della magistratura)". Perplessità vengono avanzate anche da un altro esponente del Pd, la presidente della commissione Ambiente dell'Ars Mariella Maggio, che invita piuttosto ad applicare la riforma e costituire le società di regolamentazione dei rifiuti per superare lo stallo.

Intanto, varie sigle ecologiste rilanciavano il loro no all'idea dei termovalorizzatori. E a San Filippo del Mela il 31 è stato addirittura indetta una consultazione popolare sull'ipotesi della realizzazione di un grande inceneritore in zona. Scaldano i motori anche i 5 Stelle dell'Ars, che tre giorni fa accusavano il governo regionale di “perseguire obiettivi irraggiungibili per l'esecutivo: la verità è che si vuole creare il caos per accelerare su scelte criminali come gli inceneritori”. Dal canto suo, la vicepresidente Mariella Lo Bello oggi citata da Repubblica avverte, con una timida perifrasi: “Proveremo ancora a opporci”. Proveremo. In effetti c'è ancora tempo fino al 29 gennaio per la conclusione dell'iter. Saranno giorni caldi, con gli ambientalisti sulle barricate. “Capisco che si vuole andare addosso a questo inconcludente governo regionale, ma non facciamo propaganda inutile annunciando che per risolvere il problema dei rifiuti si costruiranno gli inceneritori. E’ una scelta scellerata, obsoleta e vecchia”, dichiara Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia. E i Verdi con Giuseppe Patti parlano di "problemi di ordine sanitario, ambientale ed economico" legati alla realizzazione degli impianti. Critiche anche da Sel con Erasmo Palazzotto e dalla maggioranza, con Antonio Venturino del Psi.

L'assessore regionale al ramo, la renziana Vania Contrafatto, parla ancora di incrementare la differenziata. “Sarebbe ora, ma a quel punto non ci sarebbe più immondizia da bruciare – commenta Zanna di Legambiente -. Si faccia come in Campania, dove fino a poco tempo fa qualcuno proponeva ancora di costruire inceneritori, hanno invece scommesso sulla differenziata e di inceneritori è rimasto solo quello di Acerra”. Anche le regioni che hanno dato parare favorevole al decreto del governo, però, hanno subordinato il loro sì al riconoscimento di un potere delle Regioni su come realizzare il piano. “Saranno le Regioni a decidere dove e come fare gli inceneritori, anche in virtù dell'incremento della raccolta della differenziata", dice oggi il vicepresidente della Campania Fulvio Bonavitacola. Ma sarà davvero così? Per il momento il governo Renzi ha risposto picche alle controproposte siciliane. E dire che l'assessore al ramo è espressione dei renziani. Grasso che cola per i grillini: "La Contrafatto non è nemmeno a conoscenza di quello che c'è scritto nel piano regionale rifiuti. Gli inceneritori ci sono, questa è la posizione del Pd come testimoniato dalle dichiarazioni di Davide Faraone che dà degli irresponsabili a chi si oppone all'incenerimento. Ma a che titolo parla Faraone?”, attaccano Ignazio Corrao, Claudia Mannino, Angela Foti e Giampiero Trizzino che diffidano la Contrafatto e si dicono pronti ad agire per via giudiziaria.

Intanto il governo centrale si prepara a commissariare, a giorni, la Sicilia per le sue inadempienze in tema di rifiuti. Sullo sfondo la mai sopita guerra interna al Partito democratico, tra i renziani e Crocetta. E i giganteschi interessi economici che girano attorno alla realizzazione degli inceneritori con investimenti da centinaia di milioni in ballo. Di sicuro c'è che per realizzare i termovalorizzatori ci vuole tempo. Cinque anni, forse qualcosa meno. Ma l'emergenza in Sicilia non potrà aspettare tanto.