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"Se Marasà parla crolla tutto"
Paura in assessorato


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L'assessorato regionale alla Formazione professionale

Viaggio negli uffici regionali scossi dalle dichiarazioni del presidente del Consorzio Eduform sul giro di raccomandazioni di politici, dirigenti e funzionari. E in Procura valutano se convocarlo senza aspettare la sua annunciata visita.

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PALERMO - Più che un appello alla legalità a molti le parole di Antonio Marasà sono apparse come “il tentativo estremo di non perdere le posizioni guadagnate” nel grande sistema della formazione professionale. Questioni di interpretazioni.

La verità è che mentre in Procura definivano “molto interessanti” le parole del presidente del Consorzio Eduform, tanto da “valutare la possibilità di convocarlo”, l'articolo di ieri sulla home page di Livesicilia faceva calare il gelo negli uffici dell'assessorato regionale in viale Regione Siciliana. Gelo e paura, per la verità, condensata nelle parole di uno che lì dentro ci lavora: “Se questo parla crolla tutto”.

Non è il solo a pensarla così perché, a detta dei più, vere sarebbero le parole di Marasà quando afferma che il suo Consorzio, oggi in dissesto e prossimo alla revoca dell'accreditamento, è stato un serbatoio di posto di lavoro per “parenti e amici” di politici, dirigenti e funzionari. “Mi hanno spremuto e ora neppure mi ricevono”, ha aggiunto Marasà, i cui buoni, anzi buonissimi rapporti con chi ha gestito la Formazione professionale in Sicilia erano di pubblico dominio. C'è chi ricorda addirittura il “pulmino del Borsellino (l'istituto Alberghiero di cui Marasà è stato a lungo il preside) che arrivava con cassate per tutti durante le feste”. E c'è chi parla, ma sono voci isolate, dei ragazzi dell'alberghiero “impegnati a cucinare durante i festeggiamenti per il compleanno di qualcuno importante”. Oppure, e sarebbe molto più grave, di “corsi finanziati per fare lavorare persone con sponsor d'eccezione”.

Un paio di anni fa l'allora dirigente del Dipartimento Anna Rosa Corsello avviò un monitoraggio per verificare casi di parentela fra responsabili e lavoratori degli enti con rappresentanti della burocrazia. A ciascun dei dipendenti dell'assessorato fu inviato un modulo per l'autocertificazione con la quale avrebbero dovuto precisare i rapporti di parentela. Non sappiamo quali furono gli esiti del monitoraggio. Sappiamo, però, che un paio di mesi fa in assessorato hanno sentito la necessità di ripetere l'esperimento. Evidentemente i vecchi risultati non sono stati soddisfacenti.

E adesso si attendono le mosse della Procura. Al Palazzo di giustizia, ormai da un po', hanno dato dimostrazione di mal digerire i proclami. La sensazione è che i pm vogliano verificare se Marasà abbia davvero intenzione di passare dalle parole ai fatti. Altrimenti si muoveranno in autonomia. Con la magistratura Marasà si era già dovuto confrontare nel 2011 ma da indagato. La preside che prese il suo posto al Borsellino lo denunciò per una serie di buchi neri. Dai conti non in ordine alle commistioni del corpo docente che lavorava sia all'alberghiero che all'Eduform. Alla fine, però, Marasà ne uscì pulito: l'inchiesta fu archiviata.