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Fondo per il commercio in stallo
Lo Bello: "Soluzione entro un mese"


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PALERMO - I soldi ci sono. E potrebbero rappresentare una boccata d'ossigeno importante per occupazione e sviluppo. Solo che da oltre sei mesi questi soldi è come se non ci fossero. Un'autentica beffa per le piccole e medie imprese siciliane che non possono accedere ai finanziamenti del Fondo per il commercio per i propri investimenti. A sollevare la questione è Patrizia Cristofalo, consulente per il credito della Cna di Palermo. L'accordo di gestione del fondo tra l'assessorato alle Attività produttive e l'Irfis (Istituto regionale per il finanziamento alle industrie), è scaduto nel giugno del 2015.

E da quel momento tutto tace. O quasi, visto che in realtà, racconta Cristofalo, "la Regione, dopo l'esperienza 'in house' con l'Irfis, ha provato ad affidare il fondo a un soggetto privato. Solo che la gara è andata deserta. Le condizioni previste dal bando regionale - spiega - non sono convenienti per un ente privato, che avrebbe un ritorno economico troppo basso". Un'ulteriore batosta per le piccole e medie imprese siciliane, che già pagano a caro prezzo la crisi economica. E che adesso, anche in tema di investimenti, si trovano tra l'incudine e il martello. Da un lato un sistema bancario molto rigido e restrittivo quando di tratta di accesso al credito. Dall'altro il fondo al commercio completamente bloccato. Un fatto grave secondo Cristofalo, polemica contro le altre associazioni di categoria: "Non può essere soltanto Cna ad alzare la voce – afferma -. Deve essere una battaglia comune. Occorre che tutte le associazioni di categoria sollevino insieme il problema".

Due le possibili soluzioni indicate dalla consulente della Cna: "L'assessorato dovrebbe mettere a punto un bando che sia conveniente per gli enti privati, che sono i soggetti più indicati per una gestione ottimale del Fondo. In alternativa, prevedere una gestione 'in house', come quella dell'Irfis, eliminando però i limiti evidenziati dalla recente esperienza. Innanzitutto - sottolinea Cristofalo -, occorrerebbero un affidamento duraturo nel tempo, un monitoraggio serio e costante dell'attività, e tempi di risposta molto più rapidi. Anche per evitare che l'azienda che ha chiesto aiuto, chiuda prima che la richiesta stessa sia accolta".

Una vicenda che potrebbe sbloccarsi entro il mese prossimo, come spiega l'assessore alle Attività produttive Mariella Lo Bello: "Per il Fondo al commercio stiamo preparando un accordo con Sviluppo Italia Sicilia per la fase delle istruttorie, dal costo di 130 mila euro all'anno. La gestione vera e propria del fondo, che attualmente ammonta a 84 milioni di euro, avverrà invece completamente 'in house' e sarà affidata ai nostri uffici – spiega l'assessore -. Prevediamo un affidamento non inferiore a tre anni, ma è mio intendimento arrivare fino a cinque".

Dopo la prima gara andata deserta, dunque, l'assessorato ha scelto di non ritentare la strada del bando: "La soluzione che abbiamo scelto – spiega Lo Bello - ci permette di recuperare molto tempo, evitando le lungaggini per la nuova predisposizione della gara. Senza contare che la gestione 'in house' è a costo zero". L'accordo con Sviluppo Italia Sicilia, società partecipata della Regione, "dovrebbe essere pronto già la prossima settimana – spiega infine l'assessore -.  Spero che l'affidamento del fondo possa perfezionarsi già entro metà febbraio".