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Uil, ordinanza del Tribunale
Sospesa l'espulsione di La Torre


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PALERMO - Un’ordinanza del Tribunale di Roma rischia di agitare nuovamente le acque in casa Uil. Il giudice ha infatti accolto la richiesta di sospensione del provvedimento di espulsione inflitto dal sindacato a Pietro La Torre, ex segretario siciliano della Uiltucs, la federazione del commercio e del terziario che rappresentava una delle maggiori componenti dell’organizzazione nell’Isola.

Un ennesimo colpo di scena in una vicenda intricata e complessa, intrecciata a doppio filo con scontri e veleni tutti interni alla Uil che dalla Sicilia sono arrivati fino a Roma. Tutto è iniziato nel marzo del 2013 quando il direttivo regionale ha chiesto agli organi nazionali di prendere provvedimenti contro La Torre, sindacalista di lunga esperienza e candidato alle ultime Regionali. Una presa di posizione che tre anni fa ha fatto discutere e provocato stupore in ambienti politici e sindacali.

A La Torre è stato poi impedito di poter fare attività sindacale in Sicilia, fino ad arrivare all’espulsione decisa dall’esecutivo nazionale il 16 giugno del 2015. Nel merito il Tribunale si esprimerà in seguito, ma intanto il giudice ha accordato a La Torre la sospensiva, il che significa che la Uil dovrà reintegrarlo. Non è ancora chiaro se come semplice iscritto o con qualche qualifica, ma la partita a questo punto è apertissima: resta in vigore il provvedimento del 2013 che impedisce l'attività in Sicilia, sebbene sia in corso una causa e la questione sia controversa visto che La Torre è stato rieletto nel 2015 negli organismi regionali e nazionali Uiltucs e ha partecipato al congresso nazionale Uil. Sul punto è intercorsa anche una corrispondenza al vetriolo. I legali dell’ex responsabile della Uiltucs isolana, infatti, hanno già inviato una nota al sindacato per il reintegro e all’assessorato alla Funzione pubblica per il distacco.

L’espulsione era stata motivata con il “comportamento politico-sindacale gravemente lesivo degli interessi e del buon nome della organizzazione” di La Torre, che nel 2013, contro l’interdizione di attività in Sicilia, aveva “portato dinanzi ad un organo esterno alla Uil, la Magistratura ordinaria, una vicenda di natura disciplinare, passata in giudicato fin dall’11 settembre 2013, soggetta alle norme contenute nello Statuto Confederale ed alle decisioni degli Organi preposti”, come si legge nell’ordinanza.

Ma la decisione della Uil viene ritenuta “non condivisibile” dal giudice. “I sindacati, al pari dei partiti politici - scrive il tribunale - hanno tradizionalmente assunto la forma dell’associazione non riconosciuta al fine di evitare i controlli da parte dell’Autorità governativa o del Pubblico Ministero, come invece previsto per le associazioni riconosciute; questa tendenziale assenza di controlli esterni sulla vita interna e sulle decisioni degli organi statutari dell’ente non è però assoluta e trova un limite in tutti i casi in cui la legge consente al giudice di sindacare le decisioni delle associazioni, ivi compresi i sindacati o i partiti politici, incidenti sui diritti ed obblighi connessi al vincolo associativo”. Pertanto “il provvedimento di espulsione verosimilmente non appare, in base ad una sommaria delibazione, legittimamente adottato”.

Per il momento la Uil Sicilia non commenta, anche perché la vicenda ha ormai assunto una dimensione nazionale e si attende un pronunciamento ufficiale dell’organizzazione sindacale, ma i colpi di scena sarebbero dietro l’angolo.