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La polemica

Faraone torna ad attaccare Crocetta
"La Sicilia non è al passo con Roma"


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"Le polemiche sui termovalorizzatori? Quanto meno adesso in Sicilia si lavora", attacca il sottosegretario a Palermo. Stoccata anche a Marziano che replica: "Nessuna polemica, ma va tutelato il diritto allo studio".


PALERMO - "Le polemiche sui termovalorizzatori? Quantomeno adesso in Sicilia si lavora". Davide Faraone non risparmia qualche frecciata al governo siciliano e a quella che definisce più genericamente la "classe dirigente regionale". Lo fa in occasione della presentazione di un progetto del Cnr finanziato dal Miur per la creazione di un polo di ricerca sull'ambiente e sul mare. In questa occasione ha anche "brindato" all'ingresso dell'ex rettore Roberto Lagalla nel cda del Cnr.

"Nel settore dei rifiuti - ha detto Faraone - ci trasciniamo una emergenza che dura da anni. Intanto finalmente si lavora. C'è stata una situazione di immobilismo complessivo delle classi dirigenti siciliane, se si esclude la moltiplicazione degli Ato e le relative poltrone. Non è mai stato fatto nessun intervento infrastrutturale. Noi abbiamo previsto un provvedimento che metteremo in opera nonostante i conservatorismi e contro chi sa solo dire no".

Poi Faraone entra anche nel merito della riforma dei rifiuti in Sicilia che potrebbe prevedere un prossimo commissariamento anche relativo alla costruzione dei termovalorizzatori. "Il nostro obiettivo è quello di portare gli Ato da diciotto a uno solo. Prevediamo anche interventi commissariali per favorire la costruzione degli impianti a zero emissioni. Sul numero vedremo, non mi pare il caso di farne una battaglia ideologica. La vera fonte di inquinamento sono le discariche".

Insomma, il governo nazionale è sempre più presente nelle questioni regionali. Anche perché, emerge dalle parole di Faraone, la classe dirigente siciliana, evidentemente, non è all'altezza di quella che sorregge e compone il governo Renzi. Questo sarebbe il motivo dei diversi interventi dell'esecutivo romano su diversi settori: dalla riforma delle province a quella del sistema idrico, dagli appalti ai rifiuti. "Le nostre impugnative e le nostre diffide? Saremmo contenti di non intervenire in Sicilia. Ma forse se non fossimo intervenuti la situazione sarebbe preoccupante. Evidentemente questa classe dirigente regionale non riesce a tenere il passo del governo nazionale".

Infine ecco una stoccata al compagno di partito del Pd, l'assessore alla Formazione e Istruzione Marziano che ha lamentato disagi per le scuole siciliane causati, secondo il componente della giunta Crocetta, da un ritardo nei trasferimenti statali alle ex Province. "Credo che Marziano farebbe meglio - dice Faraone - a stanziare i soldi che la Regione dovrebbe destinare alle scuole così come ha fatto lo Stato nelle altre regioni che non sono a Statuto speciale. E la Regione dovrebbe anche sbrigarsi a completare la riforma delle Province perché adesso rischia la perdita di finanziamenti milionari destinati alle città metropolitane. Finora - ha concluso Faraone - anche questo settore è rimasto nel guado".