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Ars, seduta flash in un'Aula vuota
I più assenteisti di Sala d'Ercole


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ars, assenteisti, Politica
foto d'archivio

Sedute 'fast food' e poi tutti a casa. L'Assemblea Regionale Siciliana non sembra un luogo adatto agli stakanovisti. E, spulciando i dati delle presenze, si scopre che... ECCO TUTTI I NUMERI (l'Aula in una foto d'archivio)

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PALERMO - Oggi erano poco meno di trenta. Ad assistere a una seduta da fast food. Il tempo di leggere le decisioni della conferenza dei capigruppo sull'iter della manovra finanziaria, e poi tutti a casa. Una seduta-lampo quella di oggi a Sala d'Ercole, che arrivava, tra l'altro, dopo dodici giorni in cui l'Aula è rimasta chiusa. Per consentire alle commissioni di merito di esaminare per bene la manovra, appunto. Che invece arriverà tra gli scranni del Parlamento, se tutto andrà bene tra venti giorni: il 16 febbraio. Ad appena due settimane dalla chiusura dell'esercizio provvisorio.

Non certo un periodo da stakanovisti, quello che ha visto impegnati (si fa per dire) i deputati siciliani. Che a dire il vero, già tra ottobre e dicembre, non è che si fossero ammazzati di lavoro. Anzi, qualcuno di loro è risultato assente in più di metà delle sedute. È il caso del deputato del Nuovo centrodestra Nino Germanà: 15 volte assente sulle 28 sedute svolte tra il 6 ottobre e il 30 dicembre del 2015. Come lui, anche Pino Federico di Forza Italia: 15 assenze e anche quattro congedi richiesti. Insomma, il deputato è stato in Aula 9 volte su 28. Meno di una volta su tre.

Ma gli assenteisti di Palazzo dei Normanni non latitano. E a superare la quota delle dieci assenze in appena 18 sedute, non sono pochi. C'è ad esempio Pippo Gennuso del Cantiere popolare (14 assenze e un congedo), Michele Cimino di Sicilia Futura (13 assenze e due congedi), il suo compagno di partito Nicola D'Agostino (12 assenze e due congedi), Roberto Clemente di Cantiere popolare (11 assenze e un congedo), Edi Tamajo di Sicilia Futura (11 assenze e quattro congedi), Toti Lombardo del Partito dei Siciliani-Mpa (dieci assenze e tre congedi).

Le nuove norme dell'Assemblea regionale hanno previsto però la decurtazione di circa 66 euro dallo stipendio (11.100 euro lordi) per ogni assenza. Ma solo se questa avviene in sedute nelle quali è prevista una votazione. A scorrere l'elenco pubblicato sul sito ufficiale dell'Ars, si incontrano anche molti deputati che non hanno fatto registrare nemmeno una assenza.

Si tratta del presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone, del presidente della Regione Rosario Crocetta e dei deputati Anthony Barbagallo (Pd), Giancarlo Cancelleri (M5S), Gianbattista Coltraro (Sicilia democratica), Antonello Cracolici (Pd), Nino D'Asero (Ncd), Roberto Di Mauro (Pds-Mpa), Pippo Digiacomo (Pd), Marco Falcone (Forza Italia), Mimmo Fazio (Misto), Dino Fiorenza (Pds-Mpa), Santi Formica (Lista Musumeci), Giovanni Greco (Pds-Mpa), Marcello Greco (Pds-Mpa), Salvo Lom Giudice (Sicilia Futura), Giuseppe Lupo (Pd), Mariella Maggio (Pd), Bruno Marziano (Pd), Nello Musumeci (Lista Musumeci), Nino Oddo (Pse), Giovanni Panepinto (Pd), Giuseppe Picciolo (Sicilia Futura), Orazio Ragusa (Udc), Franco Rinaldi (Forza Italia), Paolo Ruggirello (Pd), Riccardo Savona (Forza Italia), Mimmo Turano (Udc) e Antonio Venturino (Pse).

Ma nessuno si illuda. Nella stragrande maggioranza di questi casi, la presenza è solo un fatto “formale”. Molti parlamentari, infatti, sono considerati presenti “d'ufficio” se ricoprono altre cariche nel Palazzo. Si tratta dei capigruppo (oggi sono dodici), dei nove componenti del consiglio di presidenza, dei nove presidenti delle commissioni e dei componenti del governo regionale. Loro sono “presenti”, insomma, anche se non ci sono fisicamente. In un Aula spesso inutile, come oggi. E troppo spesso vuota.