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Palermo

Palazzina di due piani occupata
Sgombero in via Siracusa


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, Cronaca
Lo sgombero in via Siracusa a Palermo

Sgombero in una palazzina a due piani di via Siracusa, angolo via Garzilli (nella foto), di proprietà dell'Opera Pia Santa Lucia, occupata da due anni da 8 famiglie, per un totale 16 persone.

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PALERMO - Sgombero in corso in una palazzina a due piani di via Siracusa, angolo via Garzilli, di proprietà dell'Opera Pia S.Lucia, occupata da due anni da 8 famiglie, per un totale 16 persone. L'accesso allo spazio è chiuso, la zona è presidiata da macchine di polizia, carabinieri, vigili fuoco e polizia municipale. “Sono famiglie disagiate, con minori. Abbiamo chiesto al coordinamento delle forze dell'ordine dove fossero destinate queste famiglie e abbiamo appreso che non è prevista nessuna destinazione. C'è solo l'esecuzione dello sgombero – dichiara il responsabile del Sunia di Palermo Zaher Darwish -. Una persona si è sentita male, all'arrivo di polizia e carabinieri, ed è stata portata in ospedale. Eravamo a conoscenza dell'occupazione, dello sgombero siamo stati avvertiti stamattina. Quando si opera uno sgombero, in particolar modo di famiglie con bambini piccoli, occorre un intervento che metta a disposizione dei nuclei familiari sotto sfratto un'alternativa. Siamo tra l'altro nella stagione invernale, con rischi per la salute dei minori. Bisogna evitare che la gente dorma in macchina o per strada”.

La mancanza di misure per sostenere sfrattati, senza tetto e le famiglie in grave disagio abitativo è uno dei motivi della manifestazione regionale che Sunita Sicet e Uniat hanno indetto il 29 in piazza Indipendenza, con un presidio sotto la presidenza della Regione. “Diecimila famiglie ogni anno sono sfrattate e 30 mila sono in lista d'attesa per una casa popolare, interi quartieri di edilizia residenziale pubblica sono abbandonati nel degrado – accusano i sindacati Sunia Sicet e Uniat - Manca in città e nella regione un piano di interventi per dare margini di certezza alle numerose famiglie in totale stato di disagio economico e abitativo”.

I sindacati degli inquilini hanno scritto al presidente della Regione Rosario Crocetta per chiedere un incontro: “Centinaia di famiglie si aggiungono ogni anno a quelle, già numerose, in estremo bisogno e/o disagio abitativo. Le misure finora adottate evidenziano insufficienza e spesso inadeguatezza, si fa sempre più pressante una analisi complessiva dei bisogni e delle risposte. Riteniamo sia urgente un confronto sul tema per avviare una nuova idea dell’abitare in Sicilia. Nel confronto chiesto dalle parti sociali, tra le proposte quella della realizzazione di nuova edilizia popolare da avviare a partire dall'utilizzazione di 200 milioni di ex fondi Gescal, riqualificando il patrimonio di immobili di proprietà degli enti pubblici e destinando a fini abitativi i beni confiscati alla mafia. E ancora: l'impiego di fondi comunitari per la rigenerazione dei quartieri e degli immobili di edilizia residenziale pubblica, una legge quadro sul diritto alla casa, finanziamenti aggiuntivi per il sostegno all'affitto delle famiglie povere e nel contrasto degli sfratti per morosità.