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Il pasticcio

Il Tar svela l'ultimo “trucco”
La Regione a rischio risarcimenti


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Il Ciapi di Priolo ha escluso dai progetti "Prometeo" e "Garanzia giovani" centinaia di lavoratori a causa della loro assenza all'interno dell'albo regionale dei formatori. Ma quell'elenco è stato creato sulla base di una clausola che per i giudici è illegittima. E' l'ennesimo incidente che rischia di costare parecchio alle casse regionali. Formazione, i requisiti per l'accreditamento (S. Sabella).

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PALERMO - L'ennesimo pasticcio. Che rischia, anche stavolta, di creare un danno alle casse pubbliche. E quindi ai siciliani. Una sentenza del Tar ha infatti condannato la Regione, accogliendo il ricorso di un dipendente di un ente di formazione escluso illegittimamente dal progetto Prometo indetto dal Ciapi. Per motivi simili, erano stati accolti i ricorsi di una trentina di lavoratori esclusi da “Garanzia giovani”, altro progetto gestito dal dipartimento Lavoro. E adesso, tutti questi dipendenti o ex dipendenti degli enti di formazione sono pronti a chiedere “il conto” al governo Crocetta, sotto forma di risarcimenti.

Richieste che potrebbero creare nuovi problemi al già dissestato bilancio regionale. Che proprio a causa delle sentenze di Tar e Cga ha dovuto reperire decine di milioni di euro da riconoscere agli enti di Formazione ai quali è stato illegittimamente revocato l'accreditamento. In un caso poi, quello riguardante la sentenza che ha sancito la legittimità della cessione del Cefop al consorzio Cerf, ricorrendo persino ai fondi inizialmente stanziati per i tirocini dei ragazzi del Piano giovani.

L'ultima sentenza dei giudici amministrativi conferma in effetti altri pronunciamenti. E in qualche modo svela, una volta per tutte, un “trucco” nascosto nei bandi destinati ai lavoratori. Una sentenza che adesso rischia di aprire definitivamente una maglia per la richiesta di risarcimenti da centinaia di migliaia di euro.

Il Tar infatti si è espresso sul ricorso di un lavoratore della Formazione che ha lamentato l'esclusione dall'elenco degli ammessi al progetto “Prometeo” del Ciapi. Un bando da 35 milioni di euro che avrebbe dovuto garantire un reddito, seppur temporaneo, ai dipendenti degli enti non accreditati dalla Regione. Ma quel bando prevedeva una clausola che ha finito per mettere fuori dal progetto centinaia di altri lavoratori. Si tratta dell'articolo che prevede, come requisito essenziale per partecipare al progetto stesso e poter così sottoscrivere il contratto col Ciapi, l'iscrizione del lavoratore all'Albo regionale degli operatori della formazione professionale” scaturito da una circolare dell'assessore Scilabra del 15 maggio del 2013. Una circolare che escludeva dall'iscrizione all'elenco i soggetti assunti dagli enti dopo il 2008.

Una clausola che ha, come detto, tagliato fuori decine di lavoratori, che sono stati esclusi o hanno deciso di non presentare nemmeno la domanda di partecipazione al progetto. Una clausola però, come detto, illegittima per un fatto molto semplice: un albo di formatori esisteva già. Ed è stato creato per legge, la numero 24 del 1976. Una legge che disciplina anche le modalità di iscrizione all'albo stesso. Modalità che non possono essere modificate da una semplice circolare assessoriale.

Così, tutti gli esclusi a causa della mancata iscrizione al “nuovo” albo, sono stati estromessi in maniera illegittima. Questo conferma il Tar oggi. E adesso, però, si apre un'altra partita. “Siamo stati sempre convinti – ha affermato l'avvocato Puntarello - dell’illegittimità di una simile previsione, adesso valuteremo se promuovere un’azione risarcitoria nei confronti del Ciapi e dell’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale”. E i risarcimenti potrebbero essere diversi. Appena una settimana fa, il Tar aveva accolto un ricorso non identico, ma molto simile negli effetti, avanzato da un docente dello Ial Sicilia, difeso dall'avvocato Girolamo Rubino.

Il 49enne era stato escluso dall'albo provvisorio degli operatori della formazione professionale proprio per l'assenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2008. Anche il docente non aveva potuto partecipare al progetto “Prometeo” del Ciapi di Priolo. Anche questo lavoratore sta valutando l'opportunità di una richiesta di risarcimento.

E le richieste di risarcimenti potrebbero giungere anche da un altro fronte. Quello di “Garanzia giovani”, il progetto finanziato con fondi ministeriali che ha permesso di riassorbire temporaneamente i 1.753 lavoratori degli sportelli multifunzionali. Molti aspiranti “contrattisti” sono stati infatti esclusi proprio per lo stesso motivo che ha riguardato “Prometeo”: la necessità di essere iscritti a quell'albo dai requisiti illegittimi. Questi lavoratori avevano subito presentato ricorso, e il Tar ha sancito il loro diritto a far parte dell'albo, solo quando il progetto si era già concluso.

“Oggi, circa 30 lavoratori da noi assistiti – rivela l'avvocato Rubino - ottenuta l'iscrizione all'albo prima illegittimamente negata dall'amministrazione regionale, stanno proponendo azione risarcitoria innanzi al Tar di Palermo tramite la quale verrà richiesto il risarcimento del danno per la mancata partecipazione al progetto in esame, derivante proprio dall'illegittima esclusione dall'albo, quantificabile al lordo di interessi, rivalutazione e quota di Tfr in circa 6600 euro per ricorrente”. Una somma alla quale va aggiunta quella riferita agli oneri previdenziali. La cifra “complessiva” sarà quindi di circa 8 mila euro a ricorrente. Se anche solo quelli assistiti dal legale vincessero il ricorso, la Regione sarebbe costretta a trovare 240 mila euro. Ma il numero dei ricorrenti (e l'eventuale risarcimento), tra Prometeo e Garanzia Giovani rischia di essere almeno dieci volte più grande.