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La scheda

La guerra dei porti siciliani
Il caso di Termini Imerese


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La fusione del porto di Termini Imerese all'interno dell'Autorità portuale di Palermo non è legata al Piano Delrio, ma risale a qualche anno fa, quando la decisione sembrava poter imprimere una svolta alla struttura termitana non proprio in splendide condizioni. E controllato, fino ai primi anni del nuovo secolo, da 17 enti diversi. Ma la decisione di confluire nell'ente palermitano, insieme ad altri fattori, infliggerà al porto di Termini Imerese il “colpo di grazia”. “Nel 2016 – racconta il sindaco Salvatore Burrafato – non è arrivata ancora una nave”. E i dubbi del primo cittadino termitano sono legati anche alla possibilità che l'Autorità palermitana possa dirottare alcune imbarcazioni verso il capoluogo. Favorendo le maestranze palermitane (più arrivi, più lavoro, più soldi) e sfavorendo quelle termitane: “Togliendo ai nostri lavoratori – denuncia Burrafato – risorse vitali”.