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La scheda

La guerra dei porti siciliani
Il caso di Trapani e Palermo


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, Trapani
La riforma dei porti voluta dal governo Renzi ha previsto la confluenza del porto di Trapani, insieme a quello di Porto Empedocle e Termini Imerese, all'interno dell'Autorità portuale di Palermo. Una scelta contestata dai trapanesi che vedono in questa decisione il rischio di un indebolimento del porto cittadino che “è sempre stato – spiega l'ex sindaco di Trapani e deputato regionale Mimmo Fazio – in concorrenza con quello di Palermo. Questa – ha aggiunto – è l'ennesima mortificazione che questo territorio deve subire dopo quella che Trapani ha già patito con la cancellazione, con un tratto di penna, della Autorità Portuale – afferma Fazio – . È di tutta evidenza che mettere il porto di Trapani sotto l'egida della Autorità Portuale di Palermo mette in serio pericolo ogni possibilità di futuro sviluppo non solo del capoluogo ma dell'intero territorio provinciale”. Secondo il senatore trapanese D'Alì, quella del governo Renzi è una proposta “indecente poiché configura un'ulteriore volontà di colonizzare Trapani da parte palermitana senza alcun nesso logico di sistema”. E il timore è soprattutto legato al fatto che la centralità di Palermo possa anche dirottari il traffico e, quindi, il lavoro verso il capoluogo a discapito delle maestranze trapanesi.