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La scheda

La guerra dei porti siciliani
Il caso Messina-Gioia Tauro


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, Messina
Il piano di Delrio prevede la creazione dell'Autorità di sistema portuale dello Stretto che prevede Gioia Tauro come sede dell'ente che comprende anche i porti di Crotone (porto vecchio e nuovo), Corigliano Calabro, Taureana di Palmi, Villa San Giovanni, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Messina, Milazzo, Tremestieri. Una scelta che non è piaciuta a Crocetta: secondo il governatore Messina perderebbe la sua centralità, mentre l'accorpamento con Gioia Tauro rischia di far giungere in Sicilia le influenze della 'ndrangheta. Parole che non sono piaciute alle autorità calabresi che hanno giudicato l'uscita di Crocetta “offensiva”. Mentre alcuni politici messinesi, come l'ex ministro D'Alia hanno fatto intendere che dietro le dichiarazioni del governatore ci possa essere la volontà di tutelare qualche gruppo imprenditoriale amico. In questo caso, quello della famiglia Franza, che da cinquant'anni svolge il servizio di traghettamento sullo Stretto, e che potrebbe indebolirsi in seguito alla fusione del porto messinese nell'ente con sede in Calabria.