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Il personale regionale

Uffici vuoti e senza capi: è caos
Trasferimenti e valzer di dirigenti


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Il dirigente generale Silvia ha chiesto in giunta di spostare trenta dipendenti alla Formazione. Presto i nomi. Intanto, non c'è ancora un capodipartimento alle Autonomie locali: fermi i trasferimenti. E bisognerà sostituire Corsello e Arnone. I nuovi direttori venerdì. Vinciullo: "Nominare subito il dirigente generale delle Autonomie locali"

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PALERMO - Dipartimenti senza un capo. Uffici vuoti. Rotazioni fallite e atti di interpello inutili. È caos alla Regione. Ieri in giunta, il governo non è riuscito a nominare il nuovo dirigente generale delle Autonomie locali. Il contratto di Giuseppe Morale, infatti, è scaduto il 31 dicembre scorso. E il governo non ha ancora provveduto alla sua sostituzione. Con effetti pratici molto gravi. Si sono fermati, infatti, i trasferimenti di somme verso gli enti locali, dai Comuni alle ex Province. In quei casi, infatti, serve la firma del capodipartimento, che oggi non c'è. E nelle scorse ore più di un prefetto ha contattato l'assessore Lantieri per chiedere di “far presto”.

Ma tutto, intanto, è rinviato a venerdì. Quando, a dire il vero, la giunta dovrà mettere mano ad altre situazioni ingarbugliate. La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Anna Rosa Corsello, poi sfociata in una sospensione “sine die” della burocrate, ha costretto l'esecutivo a indicare ad interim Antonella Bullara. Ma ovviamente, il peso di due dipartimenti delicati come quello della Famiglia e del Lavoro è sostenibile solo nel breve tempo. Si dovrà intervenire anche lì. Così come alle Insfrastrutture: il dirigente generale Giovanni Arnone è infatti andato in pensione. Così, ecco che si avvicina un mini-valzer dei dirigenti generali. Incarichi che da sempre rappresentano importanti centri di potere. Ai quali si aggiungerà la nomina del dirigente di un ufficio nuovo, ma di importanza già fondamentale: quello della Centrale unica di committenza, da cui dovranno passare gli "acquisti" della Regione. Quasi certamente se ne riparlerà venerdì in un aggiornamento della giunta di ieri sera.

Ma se, come detto, un balletto di pochi nomi, ma in ruoli-chiave, interesserà i vertici dei dipartimenti, negli uffici il movimento somiglia più a quello di una danza popolare, di una festa di paese. Sempre in giunta, infatti, pochi giorni fa, il dirigente generale del dipartimento Formazione Gianni Silvia ha chiesto (e non è la prima volta) il trasferimento di trenta dipendenti regionali. Gli uffici dell'assessorato, infatti, fa sapere il dirigente, nei prossimi mesi saranno impegnati in diverse e delicate attività, tra cui quella legata ai nuovi bandi per l'edilizia scolastica, alle procedure di revoca dell'accreditamento di enti coinvolti in vicende giudiziarie e, in generale, nelle attività legate ai piano dell'offerta formativa.

Così, Silvia ha chiesto in tutto trenta regionali, tra funzionari (otto), istruttori (quattordici) e operatori (otto). E non è la prima volta, dicevano. Poco più di un anno fa, infatti, il governo decideva il trasferimento d'ufficio proprio di trenta persone. Un tentativo che in realtà fallì, visto che in molti casi avrebbe avuto come conseguenza quella di svuotare altri uffici. E in un caso, di “trasferire” a Palermo persino il sindaco di Enna. Così, arrivò la retromarcia.

Ma il problema del personale della Formazione ha origini più antiche. Era il gennaio del 2013 e il presidente Crocetta con l'assessore Scilabra decidono di trasferire il personale dell'assessorato alla Formazione ad altri dipartimenti. Il provvedimento arriva dopo le denunce del governatore e dell'assessore sulla gestione dei fondi della Regione, finiti in conti personali di alcuni dipendenti. Quei posti, però, rimarranno vuoti per molti mesi. Come emerso da una delibera di giunta e dagli atti firmati dal dirigente generale Gianni Silvia, appena insediatosi al posto di Anna Rosa Corsello, dopo lo scandalo “click day”.

Dopo una ricognizione del personale, il dirigente scrive: “All'esito della stessa, è emerso che a far data dal primo gennaio 2013 lo scrivente dipartimento ha visto ridotte in modo significativo le unità di personale allo stesso assegnate. In particolare – proseguiva Silvia più di un anno fa – sono venute meno 94 unità di personale, trasferite presso altro ramo dell'Amministrazione, senza che al contempo si sia provveduto a reintegrare la struttura delle qualifiche venute meno per effetto di detti trasferimenti”. Il passaggio, ovviamente, tira in causa più o meno implicitamente, proprio l'ex dirigente generale Corsello che non avrebbe “rimpiazzato” i funzionari trasferiti dal presidente.

Una questione che porterà anche a uno scontro violento tra l'assessore Mariella Lo Bello (allora alla Formazione) e la “collega” in giunta Marcella Castronovo (alla Funzione pubblica). Da lì come detto si giunse al trasferimento d'ufficio fallito miseramente alla fine del 2014. Adesso il governo ci riprova: “Stiamo analizzando attentamente – spiega il dirigente del personale Luciana Giammanco – i profili dei lavoratori e le informazioni presenti nella banca dati, per evitare i problemi incontrati in passato”. Così, presto dovranno fare le valigie trenta lavoratori.

Ma potrebbero non essere i soli. Sono diversi, infatti, i dipartimenti regionali che hanno chiesto personale. Anche a causa dei prepensionamenti che stanno spingendo molti dipendenti fuori dalla Regione. E così, nell'arco di un mese ecco piovere la richiesta di dipendenti da ogni ramo dell'amministrazione. Dirigenti, in particolare: il dipartimento della Programmazione ne ha chiesti sette, le Attività produttive due, sono ben 24 quelli cercati dal dipartimento Finanze, cinque dalla Funzione pubblica, dieci dal dipartimento tecnico per ricoprire incarichi dirigenziali ai Geni civili, due dirigenti ha cercato il dipartimento alla Pesca, uno il dipartimento Osservatorio epidemiologico dell'assessorato alla Sanità, uno l'Urbanistica, due il Turismo e addirittura 58 sono i dirigenti che mancano al dipartimento Ambiente. Mentre a metà dicembre la Regione ha cercato anche venti autisti. Troppi i pensionamenti, certo. Ma troppe anche le auto blu.