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Cappellano revoca le dimissioni
Ma il caso finisce in Cassazione


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Il legale aveva rassegnato le dimissioni da tutti gli incarichi, salvo poi ritirarle per tre per cui non sarebbe stata prevista alcuna attività di amministrazione: ll giudice gli ha detto di no e la Suprema corte ha confermato la sentenza.

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PALERMO - E' finita davanti alla Corte di Cassazione la querelle sorta tra l'avvocato Gaetano Cappellano Seminara, per anni amministratore giudiziario di decine di patrimoni mafiosi confiscati, e la nuova presidenza della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. Cappellano Seminara, indagato per concorso in corruzione a Caltanissetta, nell'ambito dell'inchiesta sulla ex presidente della sezione Silvana Saguto, come scrive l'edizione locale del quotidiano La Repubblica, aveva rassegnato le dimissioni da tutti gli incarichi, salvo poi ritirarle per tre per cui non sarebbe stata prevista alcuna attività di amministrazione. Ma il neo presidente Giacomo Montalbano ha emesso un provvedimento in cui nega all'avvocato la possibilità di fare retromarcia. E Cappellano Seminara, tramite l'avvocato Salvatore Meli, sostenendo che le dimissioni non erano irrevocabili, ha fatto ricorso alla Suprema Corte.