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Il caso

"Delocalizzazioni dei call center
Dal ministero 'sì' alla giungla"


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L'attrice palermitana Isabella Ragonese nel film "Tutta la vita davanti", nella quale ha interpretato la parte di un'operatrice di call center

Il parlamentare palermitano di Sel Erasmo Palazzotto ha avviato una campagna contro il trasferimento delle strutture in altri Paesi. "Per il governo se il lavoratore risponde al telefono dall'Unione europea non deve neanche dirlo. A rischio i dati sensibili".

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PALERMO - “Evitare la fuga dall'Italia del comparto dei call-center, garantire i livelli occupazionali e offrire garanzie agli utenti sul trattamento dei dati sensibili. Era questo l'intendimento dell'articolo 24 bis del decreto legge del 2012, oggi scopriamo che le aziende aggirano questa norma con il beneplacito del ministero per lo sviluppo economico che avrebbe dovuto vigilare sull'applicazione della legge”. Cosi il deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto che sulla vicenda dei call-center e sull'effettiva applicazione della legge ha avviato una campagna e adesso ha presentato un'interrogazione urgente al governo. “Per il ministero dello Sviluppo economico - afferma Palazzotto - l'obbligo di informare il cliente sull'ubicazione del call-center scatta solo per i paesi extra Ue. La stessa interpretazione avanzata dalle aziende del settore e che svuota, di fatto, l'intenzione della norma del 2012. Chi chiama un call-center, in questo modo, non avrà certezza sull'uso e la tutela dei propri dati, compresi quelli riguardanti, ad esempio, le proprie carte di credito. Inoltre, con questa interpretazione, il Ministero facilita le delocalizzazioni del comparto. Con buona pace dei livelli occupazionali e rendendo sempre più ricattabili i lavoratori, costretti a compromessi al ribasso su diritti e salario pur di mantenere l'occupazione”.