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la vertenza del petrolchimico

La protesta da Gela a Roma
Consiglieri in catene al ministero


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, Caltanissetta
I consiglieri comunali di Gela in catene davanti al ministero

La clamorosa protesta davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico (nella foto). Giudizi negativi da Cgil, Cisl e Uil sull'esito dell'incontro romano.

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ROMA - Consiglieri e sindacati a bocca asciutta dopo l'incontro al ministero allo Sviluppo Economico sulla vertenza Gela. Dalla missione romana "non abbiamo ottenuto un risultato per nulla soddisfacente" ammette Alessandra Ascia, presidente del comunale di Gela. Una buona parte dell'assise, spostando la seduta dei lavori nella Capitale, si è incatenata davanti alla sede per rivendicare progetti a medio e lungo termini nell'ambito dell'accordo di programma della Raffineria Eni. Ma la conclusione è stata un nulla di fatto. "Non siamo andati a Roma per chiedere fondi per la cassa integrazione - ancora Ascia -. Al Governo chiediamo una legge speciale per Gela. Chiaramente non abbandoniamo la protesta, ora più che mai che il caso è nazionale, e presenzieremo alle prossime riunioni perché deve essere il consiglio stesso a raccontare ai lavoratori le manovre e le decisioni che si intraprendono in questo susseguirsi di vertici".

I blocchi proseguono e nell'agenda degli appuntamenti sulla vertenza Gela sono stati fissati un consiglio comunale per lunedì, nel corso del quale i consiglieri comunali sottoscriveranno un altro documento da inviare alla Regione al ministero dello Sviluppo Economico; il tavolo poi si sposterà a Palermo alla presenza delle sigle sindacali.

Giudizi negativi sull'esito dell'incontro ministeriale arrivano anche da Cgil, Cisl e Uil. In una nota i sindacalisti Ignazio Giudice, Emnauele Gallo e Maurizio Castania, espressione della chimica a Gela, confermano "lo stato di agitazione di tutto il settore industria oltrechè i picchetti di ore di sciopero. La vertenza complessa sin dal suo avvio - dicono - è stata generata da ritardi governativi e viene complicata dalle scelte dei governi regionale e nazionale" alla quale le sigle sindacali chiedono di "applicare in tutte le sue parti il decreto area di crisi complessa, prendendo coscienza del dramma della città che non ha precedenti. La sofferenza di Gela - ancora - coinvolge commercianti, artigiani e i comuni del comprensorio e non per ultimi i pensionati e i disoccupati". "Rigettiamo - concludono Giudice, Castania e Gallo - con determinazione la logica di sottostare a due pesi e due misure in relazione alla regione e città nella quale si sviluppano le vertenze".

LA NOTA DI CONFIMPRESE
Il coordinatore Regionale Confimprese Italia, Giovanni Felice, a nome dell’intera organizzazione, esprime piena solidarietà ai lavoratori e ai cittadini di Gela. In una crisi cosi complessa ognuno deve fare la propria parte – ha dichiarato Giovanni Felice – e bisogna procedere passo per passo. Oltre a garantire le misure a sostegno dei lavoratori è necessario avviare e definire il processo di riconversione dell’area.. Utilizzare tutte le risorse necessarie è una priorità – continua il coordinatore Regionale di Confimprese Italia – e non possono essere tollerati ritardi di nessun tipo. Ad oggi restano bloccati i 32 milioni messi a disposizione da ENI quale compensazione – insiste il Coordinatore di Confimprese Italia– in attesa che regione e comuni elaborino i progetti di riqualificazione di loro competenza. Il Governatore Crocette istituisca una task force permanente e congiunta – conclude Giovanni Felice – tra Regione e Comune che porti in brevissimo tempo alla realizzazione dei progetti necessari a utilizzare i 32 milioni..