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L'ex assessore

Niente Ospedale Israelitico
Russo rinuncia all'incarico


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massimo russo, Cronaca

"Passo indietro" del magistrato che contesta le ricostruzioni secondo le quali la sua scelta fosse dettata da "meri interessi economici".

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PALERMO - Niente Ospedale Israelitico per Massimo Russo. Il magistrato, ex assessore alla Salute con Raffaele Lombardo, rinuncia all'incarico di amministratore straordinario dell'Ospedale Israelitico di Roma che gli era stato proposto. Lo stesso Russo ha scritto al Csm comunicando la sua decisione. La commissione del Csm che aveva vagliato la sua richiesta aveva detto no alla richiesta di Russo di essere messo fuori ruolo.  Ora sul caso doveva pronunciarsi il plenum dell'organo di autogoverno dei magistrati. Secondo quanto ricostruito dal Fatto quotidiano, il relatore “aveva proposto che Russo prendesse l'aspettativa per escludere il doppio stipendio: quello da magistrato fuori ruolo e quello da commissario. Il diretto interessato, però, ha glissato la richiesta”. Ma Russo, nella lettera inviata al ministro della Salute e al Prefetto della provincia di Roma, contesta questa ricostruzione: "Avendo ascoltato l'articolato dibattito del plenum di mercoledì sorso sulla delicata e complessa tematica dei fuori ruolo, ritengo doveroso riconsiderare il mio assenso per consentire, nel prevalente e superiore interesse dei magistrati" di "pervenire alla determinazione di regole chiare e certe che eliminino o almeno riducano i margini di discrezionalità delle scelte in tale materia".

Russo ha poi aggiunto che in concomitanza delle sedute della commissione "chiamata a istruire il procedimento del mio fuori ruolo", ha dovuto sottolineare "con grandissima amarezza" che un "organo di stampa ha pubblicato due distinti articoli riportanti talune circostanze destituite di fondamento ma idonee a ingenerare nell'opinione pubblica il convincimento che nella mia scelta non ci fosse alcuna valenza istituzionale e nessun interesse professionale ma soltanto il (meschino) perseguimento di meri interessi economici (fuori ruolo per il doppio stipendio) ledendo in tal modo la mia immagine e la mia dignità".

"Anche per tutelare la mia storia umana e professionale faccio un passo indietro, non essendo bastevole, a questo punto, nemmeno la rinuncia a qualsivoglia forma di compenso connesso all'incarico, peraltro non ancora determinato né allo stato determinabile", ha concluso Russo nella sua lettera.