Live Sicilia

Palermo

Querelle sul regolamento pubblicità
Presentati due ricorsi al Tar


Articolo letto 2.974 volte

Gli operatori del settore si rivolgono alla giustizia amministrativa per chiedere di modificare l'atto. Tantillo (Fi): "Il testo votato fa acqua da tutte le parti". Marano: "Il regolamento era atteso da molti anni".

VOTA
0/5
0 voti

PALERMO - Due ricorsi al Tar fanno tornare nell’occhio del ciclone il regolamento comunale sulla pubblicità, votato da Sala delle Lapidi nell’ottobre scorso fra le proteste degli operatori del settore. Uno è stato presentato da Damir, Area 4, Spa e dall’Apas, l’associazione pubblicità affissioni Sicilia, mentre il secondo dalla Start affissioni che agisce di concerto con l’associazione nazionale Aapi e quella locale Aspes.

Il tema è di quelli delicati: il comparto, infatti, vale per il comune di Palermo quasi 5 milioni di euro l’anno di incassi e coinvolge numerose aziende con relativi dipendenti. Il regolamento è stato atteso per vent’anni, ma approvato “a metà”: in primavera infatti dovrà tornare in Aula la cartografia aggiornata per stabilire che tipo di impianto va in ogni singolo punto.

I ricorrenti assicurano che l’intenzione non è quella di dichiarare guerra all’amministrazione ma di aprire un dialogo per chiedere correttivi, come dimostrato dalla mancata richiesta di sospensiva. Ma quali sono i punti contestati del regolamento?

La Start, rappresentata dall’avvocato Antonino Martino, nel ricorso chiede non la revoca dell’atto, ma solo l’annullamento di alcuni punti non applicabili che genererebbero contenziosi, contestando violazioni di legge ed eccessi di potere. Oltre 50 pagine di richiami che vanno dal pagamento al rilascio della concessione all’obbligo di presentare la fotografia dell’impianto entro due mesi, dalla necessità di una concessione edilizia alla durata quinquennale delle concessioni permanenti, fino al divieto di pubblicizzare il gioco, visto che sarebbe di competenza del legislatore nazionale, o di esporre insegne di agenzie funebri vicino a ospedali o camere mortuarie. E ancora viene contestato l’aver delegato agli uffici la divisione dei lotti e viene chiesto un indennizzo per chi dovrà smontare gli impianti. Sfilza di critiche anche sul piano generale.

Damir, Area 4, Spa e Apas invece, rappresentate dall’avvocato Alessandro Maggio, puntano il dito contro gli eventuali canoni da sommare all’imposta, la scadenza delle autorizzazioni vigenti una volta fatte le gare senza norme transitorie ad hoc, l’indeterminatezza delle procedure di gara che potrebbe portare un solo soggetto ad accaparrarsi tutti i lotti, il collegamento fra aree pubbliche e private, la possibilità di aggiudicarsi le superfici rimanenti mediante una semplice richiesta.

“Questo atto fa acqua da tutte le parti - dice il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo - c’è stata molta improvvisazione e non ha saputo né fare una fotografia dell’esistente, né immaginare il futuro. Per questo abbiamo votato contro. L’amministrazione ha l’obbligo di sedersi al tavolo e rivedere la delibera, posso però dire che la commissione Urbanistica di cui faccio parte ha lavorato moltissimo accogliendo diverse richieste delle associazioni di categoria. Probabilmente è mancato quel collante finale che avrebbe permesso di avere un atto migliore e che non lasciasse spazi a dubbi o varie interpretazioni. Abbiamo fissato un nuovo incontro per il 5 febbraio e dopo convocheremo gli uffici e l’assessore”.

“Sono stati introdotti elementi di discontinuità con un atto peraltro atteso da molti anni - dice l’assessore Giovanna Marano - c’è un impegno per attuarlo nel migliore dei modi e consegnare bellezza e regole alla città”. Gli uffici dell’assessorato sottolineano inoltre alcune contraddizioni nei ricorsi, rivendicano la concertazione con gli operatori del settore, segnalano che il testo è stato modificato dal consiglio comunale rendendolo difforme da quello elaborato dall’amministrazione e che i bandi sono di competenza gestionale e quindi il consiglio non poteva intervenire.

LA NOTA DELL'ASPES
"Se oggi l'amministrazione comunale palermitana ha potuto approvare un piano che prevede l'assegnazione delle nuove concessioni pubblicitarie a mezzo di pubbliche gare, ciò si deve soprattutto alle molteplici azioni giudiziarie condotte negli ultimi dieci anni dall’associazione e dalle imprese associate", si legge in una nota dell'Aspes, l'associazione pubblicità esterna. "Imprese ed imprenditori che per tutelare il settore dalle pericolose devianze che potevano verificarsi in un mercato regolato da autorizzazioni, hanno rinunciato ai propri titoli autorizzativi mantenuti da decenni e validi fino a revoca, per richiedere l’introduzione delle più selettive procedure di gara imposte dal codice degli appalti. Pertanto, non si può neppure pensare che a Palermo vi sia in atto una guerra per tutelare i privilegi delle concessionarie del settore e tali affermazioni sono ingiuste in quanto negano la verità dei fatti. Al contrario l’approvazione del regolamento e del piano generale degli impianti da parte del comune di Palermo è stata accolta dalle imprese associate con grande entusiasmo, in quanto lo stesso rappresenta un importante momento di svolta per il settore e di affermazione di regole certe. Il contenzioso che le aziende nostre associate hanno avviato con l’amministrazione palermitana è solo un confronto giudiziario, con cui viene chiesto ai giudici amministrativi l’annullamento di diverse norme tecniche del piano e del regolamento che a parere di chi scrive presentano evidenti illegittimità e contraddizioni. Tali norme, se non venissero modificate creerebbero gravi danni non solo alle imprese del comparto, ma anche a tutte quelle imprese palermitane che collocano insegne per promuovere la propria attività. Obbiettivo del ricorso presentato da una associata, è quello di ottenere la modifica di norme illegittime e di errori tecnici evidenti che, se non emendati, potrebbero bloccare l’attuazione stessa del Piano Generale degli Impianti e con esso lo sviluppo del settore. Dopo dieci anni di battaglie per ottenere regole certe e la liberalizzazione del settore non è assolutamente ammissibile che a causa di alcuni errori commessi dall’amministrazione comunale, tale processo si possa impantanare in una miriade di contenziosi. Purtroppo l'amministrazione comunale nella fretta di inviare questo importantissimo strumento di pianificazione al Consiglio Comunale ha omesso di avviare quella concertazione, normativamente prevista, che avrebbe evitato ab origine l’insorgere dell'attuale contenzioso. Per quanto il Consiglio Comunale, abbia cercato di emendare numerose norme errate o illegittime, l'articolato tecnico e normativo continua a presentare ancora molte criticità. E’ immediatamente evidente che il ricorso della Start Affissioni S.r.l. (associata AS.P.ES.) oltre ad evidenziare i molteplici punti di illegittimità, vuole essere una traccia per correggere gli errori presenti nel provvedimento. Ciò emerge anche dal fatto che l’associata Start Affissioni S.r.l. col ricorso non ha richiesto provvedimento cautelare sospensivo perché' non c’è alcun interesse a bloccare il Piano Generale degli impianti, fortemente voluto e che l'amministrazione potrebbe sistemare in tempi brevi. Riteniamo che nei sei mesi in cui l'ufficio del piano predisporrà la mappatura degli impianti, l'amministrazione, anche traendo spunto dal ricorso della Start, possa proporre al Consiglio Comunale quelle correzioni che appaiono indispensabili per l’attuazione del Piano e del Regolamento. Così come nel passato, siamo a disposizione dell'amministrazione per fornire un eventuale supporto affinché' si possa conseguire questo importante risultato per la città di Palermo nella convinzione che lo sviluppo di un comparto estremamente complesso come quello della pubblicità esterna deve passare attraverso un serio e costruttivo confronto tra la pubblica amministrazione e gli operatori del settore".