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Il crac Wind Jet, arrestato Pulvirenti
"Bancarotta fraudolenta e bilanci truccati"


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L'arresto di Pulvirenti

di ANTONIO CONDORELLI Insieme con l'ex numero uno del Catania Calcio, che già nel giugno del 2015 era finito al centro dell'inchiesta 'I treni del gol', in arresto anche l'ad della compagnia aerea fallita Stefano Rantuccio. Professionisti e imprenditori: leggi i nomi degli indagati. Dal pallone agli aerei, tutti i guai giudiziari dell'imprenditore catanese I SEGRETI DI WINDJET - VIDEO

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CATANIA - Bancarotta fraudolenta per il crac della Wind Jet. Nino Pulvirenti, numero uno del calcio Catania, è stato arrestato dalla guardia di finanza per il fallimento della nota compagnia aerea etnea; insieme a lui anche il braccio destro Stefano Rantuccio, amministratore delegato della società. Entrambi sono ai domiciliari. L'atto d'accusa delle fiamme gialle getta ombre inquietanti sulla gestione di quella che appariva come una florida azienda, grazie a bilanci che sarebbero stati falsificati per "operazioni dolose - scrive la finanza - compiute a partire dal 2005". Sono stati necessari cinque anni di indagini serratissime, accertamenti in Lussemburgo, Francia e Regno Unito per decriptare il sistema Pulvirenti-Rantuccio. Un sistema che si sarebbe avvalso anche di professionisti eccellenti della città. Per Pulvirenti è il secondo arresto: nel giugno 2015 è stato coinvolto nella maxi operazione sulle partite truccate per salvare il Catania dalla retrocessione.

IL BUCO - Banche e investitori sarebbero stati costantemente illusi dal notevole flusso di cassa che confluiva nei conti correnti della Wind Jet grazie alla vendita, a prezzi stracciati, dei biglietti. Giorno dopo giorno, però, si accumulava un debito che, sistematicamente, veniva occultato al momento della presentazione dei bilanci. Carte alla mano si tratta di una voragine da 238 milioni di euro, dei quali ben 160 milioni sarebbero frutto "di operazioni dolose".

Nel 2005 avviene quella che gli inquirenti definiscono "artificiosa operazione di valorizzazione del marchio Wind Jet", in pratica il logo viene venduto alla Meridi Spa, società che gestisce i supermercati ed è riconducibile sempre a Pulvirenti, per un importo pari a 10milioni di euro. Gli investigatori ritengono si tratti di “un'anomalia di bilancio”, che è stata rilevata anche dal commissario giudiziale nominato dal Tribunale fallimentare, col paradosso che mentre Pulvirenti portava i libri in tribunale, i biglietti continuavano a essere venduti: numerosi passeggeri lamentano di essere stati “truffati”.

Gli inquirenti, guidati dal Pm Alessandra Tasciotti, sotto il coordinamento di Michelangelo Patanè, ritengono che per falsificare i bilanci Windjet, siano state condotte “operazioni di fittizia sopravvalutazione di bilancio grazie a perizie di stima, di comodo". Agli atti ci sono le valutazioni, per fare quadrare i conti, del magazzino e di alcuni beni strumentali, con valori “sovrastimati per 40 milioni di euro”. Secondo quando emerso dalle indagini, “le fittizie rilevazioni dell’attivo nelle poste di bilancio sarebbero state eseguite d’intesa con i componenti dell’organo sindacale - che, invece, avrebbero dovuto svolgere funzioni di controllo - e d’accordo con i responsabili della società di revisione.

IL CASO ALITALIA - Nel 2012 la compagnia catanese si siede al tavolo delle trattative con Alitalia, tenta l'affare, mentre “versa in una grave condizione di dissesto occultata dalle fittizie sopravvalutazioni dei dati di bilancio”. Nel corso delle indagini sono emerse anche “indebite appropriazioni di somme di Wind jet s.p.a. da parte di Stefano Rantuccio “per importi pari a circa 270.000 euro mediante complessi trasferimenti di danaro dall’Italia al Lussemburgo e Regno Unito e successive retrocessioni verso l’Italia”.

Trattandosi di reato commesso in più di uno Stato, è stata contestata l’aggravante della transnazionalità. Con il concordato fallimentare 400 dipendenti della Windj Jet sono stati licenziati, 250 lavoratori dell'indotto hanno perso il posto, anche loro avevano creduto in quello che più che un'illusione, appare come un grande gioco di prestigio, organizzato, secondo la magistratura, da Nino Pulvirenti.