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"La casa è un diritto di tutti"
Sindacati inquilini in piazza


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Circa un centinaio di manifestanti in piazza Indipendenza per denunciare il disinteresse da parte del governo regionale e del presidente Crocetta, e l’assenza nell’agenda politica di un piano strategico sul ‘diritto all’abitare dignitoso’.

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PALERMO -  “La casa è un diritto di tutti!” questo il grido che si è levato stamani davanti le porte di Palazzo d'Orléans. Circa un centinaio, infatti, i manifestanti che hanno protestato per il ‘diritto all’abitare dignitoso’. “Manca una politica seria nella regione siciliana, ma anche nelle città riguardo il problema abitativo - dice Zaher Darwish, del Sunia Palermo. - Tutte le risposte che vengono date hanno le caratteristiche ‘tampone’ e sono dunque insufficienti a risolvere il ‘problema casa’. Ogni anno, anzi ogni mese - ha proseguito - aumenta il numero delle famiglie con disagio economico e abitativo”.

Il presidio, ha visto la partecipazione dei sindacati Sunia, Sicet e di Uniat, attivi da sempre nella promozione sociale e nel riconoscimento del diritto alla casa per ogni cittadino. I dati riportati dalle associazioni sindacali sono allarmanti. Ogni anno, infatti, il numero degli sfratti in Sicilia, è in crescente aumento. Si stimano essere oltre 2.000 gli sfratti eseguiti solo nell’anno 2015 e 8.920 quelli in esecuzione. Sono 30 mila, inoltre, le famiglie in attesa da anni di avere assegnata una casa popolare. “Il numero delle famiglie senza casa è talmente alto che bisogna utilizzare strumenti non più emergenziali, ma strumenti forti – spiega Giusy Milazzo, segretario regionale del Sunia .- Per questo chiediamo al governo regionale di assumere decisioni e varare una legge quadro sulla casa”.

Tra i punti contestati, "la cattiva gestione, l’abbandono e l’incuria" in cui versa il patrimonio abitativo pubblico. Ma anche la mancanza di misure efficaci per sostenere gli sfratti, i senza tetto e le famiglie in grave disagio abitativo. Secondo i rappresentanti del Sunia, “i fondi comunitari vengono sprecati” . Una delle richieste avanzate dai sindacati, infatti, è che i fondi Pon–Metro (piano operativo città metropolitane) - all’incirca 99 milioni - in corso di assegnazione alle aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina vengano in parte destinati al disagio abitativo. “Di questi 99 milioni all’incirca il 60% sono da destinare all’inclusione sociale – prosegue Giusy Milazzo – nella quale la maggior parte delle misure riguarda il disagio abitativo. Su tre territori – conclude- si potrebbe intervenire in maniera significativa”.